I vestiti nuovi dell’imperatore.

26 Nov

Che l’argomento, la misoginia, che non passa mai di moda!

Ho fin qui evitato di scrivere su molestie e violenze sessuali di cui è piena la cronaca da Asia Argento in poi. Perché mi parte un urto di nervi che poi mi fa uscire male le cose. Invece bisogna essere pacate, sicure, calme. Bisogna non dar retta all’extrasistole che ti parte in automatico di fronte a “Sono passati vent’anni, poteva continuare a stare zitta”; bisogna tenere a bada il lampo di fuoco che ti brucia guance e tempie quando senti “In quel mondo lì funziona così, è normale”; devi controllarti a sufficienza per non alzare la voce quando senti “Poteva denunciare prima, poteva scappare, poteva dire di no”; devi avere voglia di interagire con quelli che stanno lì a fare i Dottor Sottile fra attenzione non gradita, complimento osè, insistenza maleducata, avance esplicita, stolkeraggio, costrizione velata, costrizione esplicita, violenza, stupro, stupro a metà, senza contare la massa dei vari “ma sì quante storie per una manata sul culo!”. Continua a leggere

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Non ho molti amici gay.

14 Nov

A mali estremi, lesbiche estreme è il titolo di una delle due tesi congressuali dell’imminente congresso Arcilesbica.

Domenica, a Ferrara, il circolo ha ospitato Cristina Gramolini, la quale ha illustrato parte dei  contenuti del documento. Ora, ho dedicato almeno un paio di post in questo spazio a dire la mia su alcuni dei temi interessati, e l’ho fatto senza tanti complimenti. Si sarà notato che non sposo la linea delle lesbiche estreme. E un po’ me ne dispiace, perché mi piacerebbe definirmi estrema, e chissà che verso la fine di questo post non lo sia diventata almeno un po’. Continuo a non essere convinta dell’impostazione delle estreme su Gpa, non ho trovato, nel documento e nella discussione di Domenica, LA motivazione definitiva che mi induca a dire: ok le estreme su questo punto hanno proprio ragione. Lo scontro è fra due visioni, dove io continuo a pensare che la via sarebbe elevare le legislazioni virtuose (come appunto quella della Svezia) a tutti gli stati e non l’abolizione universale. Utopia? Probabile. L’abolizione è più fattibile. Forse sì. Ma non fa il fatto. Continua a leggere

Perché dovrei (dovremmo) poter adottare.

11 Set

Ultimamente mi sono sorpresa, con mia stessa sorpresa, a pensare a un tema su cui non mi sono mai soffermata: l’adozione.

La ragione principale è stata la necessità di uscire dalla polemica stantia sulla Gestazione per Altri che mi pare sempre di più un pretesto per dirsene un sacco e una sporta vicendevolmente fra pro e contrarie. Dunque una ragione pragmatica per tirare fuori il movimento femminista dalle secche di un dibattito che non è nemmeno più tale e su cui tutte abbiamo detto tutto in più occasioni, e che dice che è anche ora di farla finita e guardare a cose più sensate e magari raggiungibili. Continua a leggere

La differenza che conta

10 Ago

Avviso ai naviganti: l’articolo che segue riguarda Arcilesbica Nazionale e quelle quattro gatte scottate e spellate che ci girano intorno (me compresa, almeno fino a quando ho la tessera). Cose davvero poco interessanti per i più, insomma, ma che scaldano il sangue a certune (me compresa).

Annus horribilis questo per l’associazione cui tanto siamo affezionate, e con giusta ragione. Come dimenticare ciò che l’associazione ha rappresentato per molte di noi? La rivendicazione di uno spazio politico, fisico, culturale che ci dava voce, visibilità, fondamento teorico, storico, che ci metteva in contatto, che faceva circolare tanta parte di cultura che non conoscevamo nemmeno. Che ci insegnava a dirci e a esserci. Continua a leggere

Il taccuino d’oro

30 Lug

C’ho messo quasi quarant’anni a scoprire Doris Lessing. Meglio tardi che mai, come suolsi dire e con che letizia ho scoperto che ha scritto tanti di quei romanzi da fare in modo che questo innamoramento si nutra per anni.

Lo dico subito: non so cosa darei per poter scrivere alcune pagine come le scrive lei. Con questo suo andar piatto che è solo a tratti faticoso, e lo è più perché si è smarrita l’abitudine ai tempi giusti, alla necessità di certi passi lenti per essere fermi e sicuri, e per farti ammirare il paesaggio, sennò tu con quella fretta maledetta che hai alle calcagna giorno e notte, non te ne accorgeresti nemmeno. Paesaggi intellettuali, morali, stilistici, politici, carnali. E la coscienza del proprio valore letterario.

“Il taccuino d’oro” è un’opera del 1962.  A tutt* gli/le aspiranti scrittori/trici: leggetevi le prime sessanta pagine per capire come si scrivono dei dialoghi, sul serio. Chi ha qualche velleità letteraria sa quanto sia difficile scriverne uno decente, ma sessanta pagine di dialoghi perfetti… bé bisogna inchinarsi al talento e alla sua naturalezza. Molly e Anna si parlano e noi capiamo tutto di come sono i loro rapporti al presente, di come sono stati, delle cose che hanno vissuto insieme, dello specifico mondo che le lega: ci pare di vedere e sapere quello che hanno fatto, visto, discusso insieme. Se pensate di leggere una storia però, lasciate perdere. Quest’opera non è un’opera di intrattenimento, intendendo con questo quelle letture leggere fatte per passare il tempo, seppure in compagnia di buon* affabulator*. Continua a leggere

La libertà di discriminare.

24 Lug

Qualche sera fa discutevo con Tiziana che sarebbe poi la mia… ecco non so mai come definirla: “compagna” mi sa tanto da partito comunista russo classe 1917, “fidanzata” contiene da una parte un’accezione giovanile (e ormai non è più così) e dall’altro una promessa di matrimonio cui non aneliamo né io ne lei (tanto più che sarebbe un’unione civile e poi come dovrei chiamarla? La mia civilmente unita? Bah), “amata” fa tanto amor cortese, e siamo nel post-moderno, dio ci scampi e liberi da questi vecchiumi… comunque commentavo con Tiziana quel fatto dello stabilimento balneare a Chioggia il cui gestore si rifaceva esplicitamente ai moti, ai segni e alla simbologia fascista. Ora lei è una di pancia, intrinsecamente partigiana e antifascista, per cui la sua posizione è netta: quella è apologia di fascismo quindi è un reato. Stop. Fine del discorso. Continua a leggere

Dove la vita si ferma.

21 Lug

Credevo fosse morto, ma poi nel rumore della porta che si chiude, ha avuto uno spasmo, uno scatto delle zampe che annaspano all’aria. Credevo fosse morto perché era voltato sulla schiena, ma prima di fare qualunque rumore, mi era parso che le lunghe antenne si abbandonassero in un gesto di resa, non più sostenute da una volontà. Ma pensavo di essermelo immaginato perché lo credevo morto, e i morti non si muovono. Poi un altro rumore sordo e teso gli si è trasmesso addosso, le antenne, le zampe, sorde e tese anche loro per un attimo breve. Osservavo lo scarafaggio prolungare la sua agonia con la protervia del tenace bisogno di sopravvivere, forse scritto nel dna, forse dettato da un impulso nervoso, forse combattendo il  sentimento di una vita che si sta fermando ma che non deve non deve non deve.

Sono uscita lasciandolo al suo destino perché a nessuno piacciono gli scarafaggi, e poi perché anche io, se mi fa comodo, so tirare in mezzo la natura, il destino, il caso. E’ la vita: capita di morire. Sarebbe morto comunque, era il suo momento, mi sono detta, invocando un superiore ordine delle cose che sgravasse me dal decidermi per un po’ di pietà. Perché mi dispiaceva che agonizzasse. Ma era la sua ora, no?

Solo che. Continua a leggere

Proud to be Pride.

13 Giu

Credo che siano passati ormai quasi quindici anni. Aiutai un gruppo di donne a organizzare un convegno e loro per ricompensarmi mi fecero andare tre giorni a Prato a partecipare a un laboratorio interculturale. E’ stata una delle forme di pagamento migliori che io abbia mai ricevuto, non solo perché ricordo molto bene alcune delle cose che lì ho vissuto, e il loro significato preciso e profondo, ma anche perché fu una esperienza di vera condivisione fra estranee, che poi estranee non furono più.

C’erano studiose, professoresse universitarie, letterate, storiche. Gente che sapeva dire bene le cose che pensava (il segreto è tutto qui: usare le parole giuste nelle giuste frasi e nelle giusta sequenza nell’esprimere ciò che si pensa). Una di loro in un suo intevento ci invitò, noi che eravano così giovani, a riflettere sull’identità, ovvero ci disse che poteva essere smontata, decostruita, abbandonata. Continua a leggere

Gpa sì, Gpa no, Gpa gnamme se famo du spaghi

31 Mag

Stanno di nuovo volando gli stracci sulla Gestazione Per Altri.

Il casus belli: piattaforma del Roma Pride che dice: “Che bella la gpa!! Gpa sì sì sì”. Risponde Arcilesbica con un comunicato stampa che dice: “Ma quale Gpa? No no no, che poi si chiama utero in affitto! Puah, che schifo!”

Niente di nuovo, solo che sapete come si dice: il gioco è bello se dura poco. Sennò diventa fastidioso, stancante, controproducente. Poi succede che si dicono storture, ci si offende, si usano parole grosse e ci si tiene il muso.

Intanto un tema del genere non dovrebbe stare dentro le piattaforme dei Pride: i tempi, come si dice, non sono maturi. Continua a leggere

Energia morale e responsabilità

29 Mag

“La responsabilità penale è personale”, recita l’art. 27 della nostra Costituzione, stabilendo così che le responsabilità individuali non si possano trasmettere da un individuo a un altro, ma restano circoscritte a chi ha commesso il fatto.

Eticamente si può dire la stessa cosa?

Per fortuna la sfera dell’illecito e dell’immorale non si sovrappongono, e così alcuni comportamenti che possono essere ritenuti immorali, non sono anche illeciti. E’ ciò che permette la libertà di pensiero, di espressione, di conduzione della propria vita secondo principi propri (naturalmente tenendo sempre come faro nella notte la massima di Montesquieu per la quale la mia libertà finisce dove inizia la tua) anche quando questi non si conformano a una norma dominante. Continua a leggere

Sobriamente, 17 maggio.

16 Mag

Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia e, come tutte le ricorrenze di questo tipo, suscita emozioni contrastanti e reazioni a volte scomposte. Ma perché una giornata internazionale contro l’omofobia? C’è ancora bisogno nel 2017 di una cosa del genereeee? Naaaaaa, è che per noi ogni scusa è buona per fare festa. Anzi di più: mentre gozzovigliamo a un party, già pensiamo a quello successivo. Il 3 Giugno, ad esempio, se avete degli impegni cancellateli perché a Reggio Emilia c’è questa cosa qui (vorrei poter dire che è uno scherzo, ma non lo è): Continua a leggere

La metropoli e la vita dello spirito

8 Mag

A inizi del novecento George Simmel, considerato uno dei fondatori della moderna sociologia, scriveva a proposito dei cambiamenti delle percezioni di coloro che si trovavano a vivere nelle nascenti metropoli, come già erano Parigi o Londra. Una cosa l’aveva capita con chiarezza: la tendenza anestetizzante che la sovrabbondanza di stimoli avrebbe indotto nel cittadino, qui inteso come colui che vive in una città. Profetizzò che saremmo diventati tutti un po’ blasé, e credo di poter dire senza tema di essere smentita che la storia gli ha dato ampiamente ragione (Gli indifferenti di Moravia chiarisce, fra le altre cose, chi è il tipo blasé). Per lui la sovrabbondanza di stimoli era, per esempio, il traffico delle macchine, i movimenti di folle sui marciapiedi, i semafori e i loro segnali, gli incroci di persone, i locali di divertimento con i loro frastuoni e voci, e cose di questo genere. Chissà cosa avrebbe pensato della nostra attuale società, in cui la sovrabbondanza di stimoli è diventata lo sfondo scontato su cui surfare per svolgere una qualunque attività; cosa avrebbe pensato della nostra era, in cui corpi e menti vengono attraversati da un continuo fascio di impulsi e stimoli (anche se a vedere certuni c’è da credere che passino per lo più senza lasciare traccia, un po’ come fanno i neutrini con la crosta terrestre). Continua a leggere

Popper, stai sereno.

5 Feb

Karl Popper è famoso in filosofia per parecchie cose, non ultimo l’aver individuato nel criterio della falsificabilità ciò che distingue la scienza da ciò che scienza non è. Semplificando brutalmente si può dire che ogni teoria è vera fino a prova contraria. Per altro un concetto del genere è anche ciò che garantisce il progresso, che ci ha permesso oggi di vivere meglio di un secolo fa, di soffrire di meno malattie, di sbarcare sulla luna, di collegare in tempo reale gran parte del pianeta. La teoria della gravità di Newton, ad esempio, è rimasta vera fino a quando Einstein non ha dimostrato che lo è solo come caso particolare di una teoria più generale. Se Einstein non avesse pensato che c’era qualcosa che non tornava nella teoria di Newton, il gps non esisterebbe (fatto del tutto trascurabile, in quanto a ricaduta tecnologica, rispetto alla bellezza di una teoria che tenta una spiegazione del mondo svelando cose invisibili agli occhi). Ma Popper ragionava e pensava e parlava in un contesto che alla ricerca della verità ancora ci teneva. Anzi di più, la ricerca della verità, nella scienza e nelle discipline che intendevano definirsi scientifiche, era ciò a cui tendere, un valore in sé, l’orizzonte teorico entro cui manovrare la propria sete di conoscenza, e spostare un po’ più in là il confine delle cose che ancora non si spiegano. Continua a leggere

Post Orgasmic Chill

12 Mag

Non saprei come tradurlo esattamente, ma direi che è quella calma inane che segue un gran eccitamento, o, per dirla in maniera più poetica, la quiete dopo la tempesta. E’ quello che ho provato quando ieri ho aperto la Repubblica on line e ho scoperto che non erano nemmeno le quattro e la fiducia era già stata votata. Significava che il ddl Cirinnà sarebbe diventato legge di lì a poco.

Ebbene non ho sentito niente muoversi nei miei pensieri. Ho appreso la notizia con lo stesso interesse e entusiasmo con cui si apprendono le previsioni del tempo in Novembre: l’estate è un ricordo, i colori d’incendio d’autunno svaporano nelle umide nebbie, ma non è ancora inverno e tanto meno c’è la neve. Continua a leggere

Lo strano teorema di Claudio Rossi Marcelli

9 Mag

Scrive una mamma alla posta di Internazionale curata da Claudio Rossi Marcelli:

Al saggio di danza di Natale le bambine facevano le cameriere con tanto di piumino per spolverare, in adorazione dell’unico ballerino. A giugno il bambino sarà un domatore e le bambine le leonesse. La tentazione di far cambiare sport a mia figlia di sette anni è forte–Valentina

Claudio Rossi Marcelli inizia col dire che lui capisce: “iscrivere una bambina a un corso di danza e ritrovarsela a fare le pulizie inseguita da un maschio con la frusta è seccante.”.

No be’, seccante è un capello che nuota nella minestra, seccante è scoprire che i biglietti per il concerto del tuo artista preferito si sono volatilizzati in meno del tempo che tu ci hai messo a aprire il browser, seccante è scoprire che va il verde e il tuo armadio è pieno di cose lilla. Vedere tua figlia che nel 2016 deve ancora fare la parte della donnina di casa (sottolineo che la bimba ha numero anni: 7 che è l’età giusta per farle vedere qual è il suo posto, e quali sono le sue mansioni, giusto?) non è seccante, è proprio allucinante. Continua a leggere

La verità è che si ha posto per molti rapporti umani

22 Apr

“E Vita viene a pranzo domani, e la cosa sarà un grande divertimento e un grande piacere. Mi diverte la mia relazione con lei: interrotta quando era così ardente in gennaio e ora cosa? (…) Mi piacciono anche la sua presenza e la sua bellezza. Sono innamorata di lei? E cos’è l’amore? Che lei sia ‘innamorata’ di me mi eccita e mi lusinga; mi interessa” scriveva Virginia Woolf nel suo diario il 20 maggio 1926.

Che delizia le lettere che Virginia Woolf e Vita Sackville-West si sono scritte!,  e per fortuna che all’epoca non c’erano serie televisive su cui passare interi fine settimana a consumarsi gli occhi, la play station , gli smartphone, whatsapp, sms, messenger, mail, altrimenti non  sarebbero mai state lettere così belle, intense, curate. Inutile dire che la concentrazione e la propensione d’animo che occorre per mettersi allo scrittoio e impiegare tutto il tempo che serve per scegliere cosa dire e come dirlo, non è nemmeno vagamente paragonabile alla sciatteria con cui si inviano sciocchezze a tutte le ore a chiunque.

Che cos’è l’amore, dunque.

Ce lo saremmo chiest* tutt* almeno una volta nella vita.

Scommetterei che c’è una risposta, o meglio, una divagazione sul tema per ogni situazione in cui qualcosa o qualcuno ci attrae.  Non a caso è una domanda che ci si fa quando si è talmente sorpresi del proprio sentire che occorre rivisitare il placido scorrere della vita quotidiana e con essa i suoi fermi contenuti. Continua a leggere

Identita’ liquido-molecolari

13 Mar

Uno dei concetti ricorrenti nelle opere di Aldo Busi è il concetto di individuo. E io, come lui, sono convinta che le società sarebbero certo luoghi migliori se in luogo di fondarsi sulla struttura di “famiglia”, poggiassero sugli individui. Ovvero su singol* integr*, liber*, onest* e razionali. La difesa del proprio gruppo, del proprio clan, della propria tribù che un contesto familiare presuppone, apre la strada a faziosità, aggressività, sotterfugi, menzogne e favoritismi. Mentre se si ponesse l’accento sull’individuo senza che fosse costretto in quanto tale a incastonarsi in un meccanismo che facilmente lo distoglierà da se stess* in vista di un bene superiore, di un bene allargato di cui lui/lei non è che un elemento e per il quale può e deve sacrificare, rinunciare, obliterare. Naturalmente è anche il luogo e la struttura che ha il compito di proteggere, supportare, aiutare l’individuo che ne fa parte, e questo potrebbe essere il rovescio della medaglia, ma a che prezzo? E poi l’autonomia, la forza e il coraggio civile individuale dove andrebbero a finire? Continua a leggere

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La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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