I notai come la Cei.

14 Ott

Erano davvero molte notti che passavo insonni interrogandomi sul come mai da almeno una settimana nessuno più sentiva la necessità di mettere il becco su questioni dette “eticamente sensibili”.

Ringrazio perciò il Consiglio Nazionale del Notariato per avermi confortato sul fatto che niente è cambiato.

Sì perché insomma lo sentivamo davvero il bisogno di un altro documento fuffa, se si guarda nella sostanza della proposta, sulla regolamentazione delle coppie di fatto.

La proposta dei notai per l’introduzione dei “patti di convivenza”, è striminzita e asfittica poiché la regolamentazione di cui si parla per le coppie di fatto riguarda la gestione patrimoniale, in una visione privatistica, cosa che, mi pare, si possa benissimo fare anche ora andando, per l’appunto, da un notaio.

Il punto fondamentale della rivendicazione riguardo alla regolamentazione delle coppie di fatto è il loro riconoscimento pubblico con annessi e connessi. Da questo punto di vista dunque il documento redatto dal Consiglio Nazionale Del Notariato, è perfettamente inutile e non coglie, o finge di non cogliere, l’aspetto pubblicistico che viene rivendicato. In compenso però è un documento molto eloquente dal punto di vista ideologico ed è interessante è leggerlo per vedere quanta violenza appunto ideologica e moralista sia contenuta nelle due paginette di introduzione, tanto che viene da pensare a questo Consiglio come  a una sorta di succursale vaticana.

Nelle prime righe si parla di “anima cattolica della grande maggioranza degli italiani” la quale risulterebbe urtata dalla prospettiva di “ipotesi di assetto della società e dello Stato molto diverse” e che deve difendersi da una non meglio precisata “aggressione al patrimonio delle nostre esperienze storico culturali”. Di chi e a che cosa non si sa. Ma il bello arriva dopo.

Poche righe e  parte la tirata sulla Sacra Famiglia, dove si può leggere il gradevole assunto: “la pluralità di forme relazionali non elimina né mai potrebbe, la famiglia come istituto unico e insostituibile a livello sociale, fondata sull’unione affettiva e economica tra un uomo e una donna, in grado di assolvere alle funzioni cui essa è da sempre finalizzata: l’amore, la riproduzione della specie, l’educazione della prole, la reciproca assistenza economica e morale”.

Bisognerebbe far sapere a lor signori che  anche le relazioni sentimentali fra due persone dello stesso sesso sono fatte di amore, reciproca assistenza economica e morale e, udite udite, riproduzione della specie e educazione della prole. Le famiglie omogenitoriali sono una realtà di fatto da molto tempo, piaccia o non piaccia. È la realtà, Signori. Donne e uomini si riproducono indipendentemente da chi hanno scelto di amare. Ora, non vorrei che qualche notaio fosse caduto dalla sedia.

In ogni caso le due paginette sono un gustoso contorcimento, su cui ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è da piangere, per escludere l’accesso ai diritti alle coppie di fatto, e insieme, tentare di estromettere dal concetto stesso di “coppia di fatto” quella costituita da partner dello stesso sesso, come esemplificato dalla sentenza: “Non è pensabile di imporre dall’alto un modello organizzativo di convivenza a chi, avendo ripudiato l’idea di matrimonio, desideri soltanto convivere”.

Ripudiato??

Cioè, per la versione etero della coppia di fatto suona come: non ti sei voluto sposare? Questo è il castigo, ti accontenterai se proprio proprio devi avanzare qualche pretesa,  di un contrattino come quelli che si fanno fra privati quando vendi una macchina, o quando ci si co-intesta qualcosa. Versione per le coppie di fatto omosessuali: sei un uomo che sta con un uomo o una donna che sta con una donna… bè , per l’amor del cielo… fatti tuoi, non ce li venire a raccontare!

La chiusura di questa penosa introduzione è mirabolante: facendo un breve excursus sullo scenario europeo arriviamo a leggere che  “la Spagna ha compiuto una sterzata violenta rispetto alle sue tradizioni e al comune sentimento del suo popolo consentendo addirittura il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, con la possibilità dell’adozione congiunta”. Ecco io questo non lo commenterei nemmeno.

Penserete che me lo sono inventato, ma vi giuro che l’ho letto qui: http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Norme%20e%20Tributi/2011/10/notaio-patti-di-convivenza-stampa_101011.pdf?

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