Finché morte non ci ricongiunga

4 Feb

Il cimitero di Highgate, costruito a partire dal 1839 a nord di Londra, è uno dei più importanti cimiteri vittoriani, (attualmente è anche un parco naturale che ospita più di 200 specie animali). La celebrità del luogo è senz’altro Karl Marx, ma ci sono altre notevoli sepolture come quella di Michael Faraday, celebre fisico e chimico, oppure Christina Rossetti, la più grande poeta inglese dell’ ‘800. Ma Highgate nasconde anche altre e più stupefacenti sorprese, perché può capitare, passeggiando per la Egiptyan Evenue nella parte ovest, di imbattersi in una cappella intitolata a “Veronica Mabel Batten” e di scoprire all’entrata che è sepolta qui anche Radclyffe Hall. Per chiunque conosca un po’ la storia dell’autrice de “Il pozzo della solitudine” (che come noto subì un processo per oscenità a motivo della tematica lesbica contenuta) c’è da stupirsi e non poco per non trovarla tutt’al più sepolta insieme a quella che fu la sua compagna per ventotto anni, ovvero Una Troubridge. Per capirne il perché occorre andare indietro di oltre un secolo e precisamente nel 1906 in Germania.

Mabel Veronica Batten era molto, molto annoiata in quell’estate del 1906 durante il soggiorno alle terme di Bad Homburg. La località, divertente e mondana quando l’allora principe, e poi re, Edoardo VII d’Inghilterra l’aveva eletta a residenza estiva e trasformata in località termale, ora era nota soprattutto per i benefici che recava a chi soffriva di reumatismi cronici. Come ne soffriva lei, dopo tutti gli anni passati in India con George, l’anziano marito, ormai ultrasettantenne, il quale preferiva trascorrere il suo tempo insieme ai suoi coetanei. Lontani dunque i tempi in cui era invitata alle principesche feste, e qualcuno mormora, anche nel principesco letto. Lady Batten, donna dallo spirito libero, per la quale il matrimonio non era stato altro che un affare economico tra gli altri, era stata nota per la sua sensuale bellezza e per il talento musicale. Compiva, allora, cinquantuno anni, adorava le vestaglie di seta, aveva una sconfinata collezione di scarpe, indossava sempre corpetti di broccato – il cui scopo era appiattirle lo stomaco e contenere la sua tendenza a ingrassare – , si avvolgeva in fragranze di verbena e lillà bianco, si tingeva i capelli con l’henne per nascondere i fili grigi, sedeva sempre eretta per avere un portamento impeccabile, portava occhiali d’oro oppure di platino ed era lievemente sorda.
Non che le mancassero i corteggiatori: era stata, ed era ancora, una bellissima donna, come testimonia il ritratto che di lei fece John Singer Sargent che la immortala mentre canta. La Batten era infatti fra le più note cantanti di Lieden. Ma non solo: componeva essa stessa e alcune delle sue canzoni divennero molto popolari all’epoca. Ma in quell’estate del 1906 il massimo dello svago era scrivere qualche lettera alla figlia Cara in cui lamentarsi per la completa mancanza di persone interessanti da conoscere, e la pazienza nella sopportazione della schiera, al contrario ben nutrita, di persone noiose.
In quella stessa estate, Marguerite Radclyffe Hall si trovava a Bad Homburg per assistere a un torneo di tennis nel quale la sua amica Toupie Lowhter giocava contro la sette volte campionessa di Wimbledon Dorothea Chambers. Marguerite aveva recentemente fatto pubblicare la sua prima raccolta di poesie, non aveva veri legami, e nemmeno vincoli specialmente da quando, raggiunta la maggiore età, aveva potuto disporre dei cospicui lasciti del nonno paterno, ed era così potuta fuggire da una madre nevrotica che mai aveva perso l’occasione di mortificarla . Ricca e libera aveva cambiato il suo aspetto: portava i capelli tirati all’indietro, indossava abiti fatti su misura, capelli a tesa larga, e semplici quanto costosissimi gioielli. In quell’estate si sentiva, come scrisse in seguito, in uno stato di completa instabilità e inquietudine. I suoi tentativi di intessere relazioni amorose con altre donne non avevano sortito l’effetto desiderato né lontanamente colmato i suoi bisogni.
Mabel Batten fu molto lieta che avesse prenotato nel suo stesso hotel l’amica Toupie. Era il 22 Agosto, data nella quale lei e Marguerite Hall si conobbero. La giovane si innamorò “anima mente e corpo” di Ladye (come era chiamata e come la Hall la chiamò sempre) al primo sguardo.
Il 22 Agosto verrà poi festeggiato come anniversario per gli otto anni che durò la loro relazione, anche se passarono due anni prima che le cose fra le due prendessero contorni definiti. Nel 1908 Marguerite, insieme alla cugina Dolly che viveva con lei e che da lei dipendeva, Mabel e George (il marito di Mabel) decisero di trascorrere insieme le vacanze a Sidmouth. Il 12 Agosto, giorno del compleanno di Marguerite, lei e Mabel decisero su due piedi di partire, assecondando l’impulso che le tormentava già da un po’ di poter stare da sole: attraversarono il canale inglese e approdarono in Belgio dove finalmente la tensione che si era creata poté risolversi, e le due tornarono indietro come amanti. Al collo di Mabel la collana di perle, dono di Marguerite.
A differenza delle donne con le quali Radclyffe Hall aveva tentato di avere delle relazioni prima, Mabel prese il loro amore molto sul serio, nonostante non avesse alcuna esperienza di relazione lesbiche. Inventò un nuovo mondo per lei e per Marguerite. Fu lei, dopo aver visto il ritratto del nonno, a soprannominarla “John” , nome col quale la Hall si farà chiamare per tutto il resto della vita. Non che volesse farne la caricatura di un uomo, anzi la minacciava che se avesse tagliato i capelli corti, non avrebbe mai diviso la casa con lei, e la stimolò a abbellire il suo guardaroba.
Per John fu finalmente l’inizio della sua vita amorosa, fu come se tutta l’aridità emotiva dell’infanzia e dell’adolescenza venisse riscattata in un colpo solo. Si sentiva amata, considerata, cercata, incoraggiata. Ladye la introdusse alle sue conoscenze nel mondo culturale, la incoraggiò nella scrittura, lesse, commentò e aiutò John nella stesura delle sue poesie, adattò alcuni suoi componimenti alla musica. Insieme iniziarono a frequentare l’altolocato mondo lesbico londinese. Con lei John si convertì al cattolicesimo, e durante uno dei loro numerosi viaggi, furono accolte in udienza dal Papa.
Nel 1910 Ladye scrisse alla figlia quanto fosse deliziata di stare con John. E di quanto fosse felice.
John scrisse di aver trovato la sua costante fonte di ispirazione e l’amore che tanto aveva desiderato. L’inverno a Tenerife, come piaceva a Ladye che odiava il clima brittanico, dichiararono una all’altra che nessuna delle due era mai stata più felice prima, d’accordo nel considerare il loro il vero grande amore della vita. La loro affinità era così forte, la loro attrazione così irresistibile che si poteva spiegare solo con il fatto che si fossero conosciute in una vita precedente. Affermazione meno romantica di quello che si possa pensare dal momento che entrambe, in particolare Ladye, credeva nella reincarnazione e nello spiritismo.
In quello stesso anno, il 1910, muore il marito di Mabel e pochi mesi dopo la nonna di John, la sola donna della famiglia a cui la Hall fosse veramente legata. Dopo questi due lutti partirono, arrivando anche in Italia, in particolare a Firenze, per tornare sei mesi dopo e inaugurare una nuova fase della loro vita insieme. Ladye, senza più legami matrimoniali , poté andare a vivere con John. Scelsero una casa che chiamarono “White cottage” con un albero di noce nel giardino, attorno al quale stare sedute a leggere, circondate da alberi da frutta, fiori e i loro amati cani. Si consideravano sposate.
L’idillio però non durò che un paio di anni. A partire dal 1912 John sembrò interessarsi a altre donne, prima una certa Phoebe, e poi Una Troubridge. Il rigore morale di John però non le permise mai di rompere il legame con la donna alla quale sapeva di essere debitrice sia emotivamente che intellettualmente. La donna verso la quale, come scrisse più volte, doveva tutto. Ma la sua auto imposizione causò frustrazione, risentimento e malumori sia in lei che in Ladye. La BAtten cercò di essere indulgente con la sua giovane compagna, assumendo a volte un comportamento più materno, cercando di essere accomodante e comprensiva, ma non riuscendo in verità a dominare l’ansia che la rodeva rispetto alla relazione con John che andava deteriorandosi sempre più, portandola fino quasi alla depressione. La sua salute peggiorò e iniziò a soffrire problemi di cuore. Fino a quando si scatenò l’episodio fatale. E’ il 13 maggio del 1916. Lady preoccupata poiché John sta facendo tardi per cena, chiama Una Troubridge, reclamando che venga a casa. John arriva accigliata poiché infastidita dal fatto che Ladye controlli i suoi movimenti. Durante la cena Ladye rinfaccia a John di averla lasciata sola per andare in giro a bighellonare con Una.
Ne esce un violento alterco in cui John, perdendo il lume della ragione, dice molte cose sgradevoli alla sua amante. Poco dopo Ladye dice di sentirsi male, lamentando uno strano freddo e una ancor più strana insensibilità alle gambe. E’ l’inizio dell’ictus che la lascia accasciata al suolo davanti a John pochi attimi dopo.
Nei giorni successivi entrò in coma, uscendone solo per qualche breve attimo nel quale stringeva la mano di John, schiacciata dal senso di colpa, e cercava di dirle qualcosa senza mai riuscire a articolare qualcosa di comprensibile. Dieci giorni dopo era morta.
Nel testamento Ladye affidava a John, tra le altre cose, ogni decisione riguardo la sua morte, compreso funerale e sepoltura. John comprò subito un mausoleo nel cimitero di Highgate dove Ladye venne sepolta, suscitando le ire della figlia Cara che invece avrebbe voluto che fosse sepolta con il padre George. John spiegò che mausoleo prevedeva tre posti: nelle sue intenzioni, così come si poteva evincere dal testamento di Ladye, avrebbe in futuro dovuto accogliere lei stessa e la figlia Cara. Ma nel corso degli anni successivi i rapporti fra John e Cara divennero pessimi. John modificò la disposizione riguardo Highgate prevedendo che insieme a lei e Ladye fosse sepolta Una Troubridge, la sua compagna di vita.
Ma il destino decise diversamente. Quando Una morì venne sepolta nel cimitero Verano di Roma, poiché le lettere contenenti le istruzioni per seppellirla a Highgate con Radclyffe Hall non vennero aperte in tempo, lasciando così John e Ladye sole nella loro catacomba.

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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