Concorsi letterari assurdi e/o impossibili

11 Mar

Dopo anni in cui mi gingillo a pestare fitto sui tasti e riempire pagine di word, finalmente il mio pudore inizia a sgretolarsi, le mie insicurezze stanno prendendo dimensioni affrontabili e la paura di un giudizio si sta per andare a sedere in un cantuccio. Ci sono voluti anni per maturare questa sensazione, ma non sono mai stata donna dai processi veloci.
Dunque come buon proposito per il 2014 avevo formulato nella mia testa quello di iniziare a far leggere le cose che ho scritto.
Sempre per il fatto che sono lenta e pure un pò pigra, avevo e ho una certa quantità di scritti alla prima stesura o giù di lì, ma l’altro grande traguardo che ho raggiunto, questa volta nel 2013, è stato quello di aver confezionato un romanzo dall’inizio alla fine. In due anni l’ho revisionato sei volte, letto almeno il doppio, corretto e limato alla nausea, nel vero senso della parola: non lo posso nemmeno guardare senza che mi venga un moto di fastidio.

Ma è pronto, per quel che mi riguarda. Allora ho pensato, senza tediare troppe/i amiche/i e conoscenti col volerglielo – poco elegantemente –  rifilare per un giudizio, di partecipare a qualche concorso letterario. Ma, c’è un ma. E’ oramai un mese che spulcio internet alla ricerca di un concorso che mi attiri, ma pare che non ci sia.  No, non sono io che faccio la schizzinosa, è che ho scritto un mostro di circa un milione di caratteri, che tradotto significa 450 pagine circa. Praticamente tuttio i bandi che ho visionato pongono un limite di lunghezza. Neanche a dirlo io lo sforo sempre. Ma che senso ha?

Se una cosa è scritta male, non serve mettere un limite di lunghezza, lo capisci dalle prime dieci pagine, e dico dieci perchè mi sono svegliata tenera. Se una cosa è scritta bene (qualunque cosa voglia dire) ed è attraente, cosa importa quanto è lunga?

Se poi, come nel mio caso, che l’anno scorso ho proprio voluto strafare e ho corretto e revisionato pure un racconto, le cose vanno anche peggio perchè la maggior parte dei concorsi non vuole racconti più lunghi di tre cartelle. Tre cartelle??? In tre cartelle si e no che ci scrivo nome e cognome e codice fiscale. Per intenderci questo post è lungo due cartelle.

Poi cerca-cerca, spulcia-spulcia ho trovato un articolo di Wired dove sono elencati i concorsi definiti seri: al torneo IoScrittore ovviamente non ho potuto  partecipare per limiti di cui sopra, per  Y Giunti Swift ho passato l’età,  Big Jump manco a parlarne che mi si ripropone l’incubo della narrativa breve, Oblique mi vengono i sudori solo a pensarci (ho trovato il coraggio di far leggere quello che scrivo, ma per leggerlo io a un pubblico devono passare altri 15 anni almeno), e poi il Premio Italo Calvino. Mi collego al sito, lo guardo per bene, scopro che non ci sono limiti di lunghezza, quasi quasi sento un moto di gioia abbozzarmisi in petto fino a quando non leggo che la quota di iscrizione è pari a 80 € per scritti inferiori alle 600.000 battute e 120 € per quelli superiori. 120 euro? E’ uno scherzo, vero? Ma perchè dovrei sborsare 235.000 lire per partecipare a un concorso? Scusate ma ve lo ha ordinato il medico di occuparvi di un premio letterario? Cioè il bando lo fate voi però paga chi partecipa? E le diverse tariffe cosa significano: che siete lettori a cottimo?

Posso concepire di dover pagare quelche euro per le spese di segreteria (se mando un file e poi va stampato, ci sta anche che versi, che so io, 10-15 euro), ma non oltre.

Ad ogni modo, continerò la ricerca su un concorso che abbia un vago sapore di autenticità, magari uno di quelli in cui la lunghezza non conta e che non chiedono soldi. Uno di quelli in cui se vinci ti danno 10 copie di quello che hai scritto tu (vedi mai che te lo scordassi).

Sarebbero soddisfazioni mica da poco.

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10 Risposte to “Concorsi letterari assurdi e/o impossibili”

  1. frammentidisabrinaesse marzo 11, 2014 a 7:51 pm #

    Mandarlo direttamente a una casa editrice, no?
    Non una di quelle grandi, che ti fanno aspettare sei lustri prima di risponderti… magari con un NO secco, ma di quelle minori. Ce ne sono tante.
    In bocca al lupo o in culo alla balena, come preferisci ( De gustibus… ecc. ecc. )

    • Michela Poser marzo 11, 2014 a 9:09 pm #

      Crepi! Si credo che lo manderò a qualche casa editrice, di quelle piccole appunto. So che alcune sono molto serie e ti danno pure un parere. Grazie del consiglio.

      • Wish aka Max marzo 19, 2014 a 6:45 pm #

        Attenta alle case editrici a pagamento. Ho visto che segui “i discutibili”, segui questo link, troverai un po’ di informazioni al riguardo. 🙂

        • Michela Poser marzo 19, 2014 a 6:49 pm #

          Caro Wish grazie del suggerimento. Se devo pagare per farmi pubblicare, credo proprio che il manoscritto resterà lì dove è a impolverare in secula secolorum…

          • Wish aka Max marzo 19, 2014 a 6:54 pm #

            E’ ancora peggio di così. Perché se ricorri anche solo UNA volta ad un EAP non troverai nessun editore “vero” disponibile a darti retta. E’ una sorta di sputtanamento termonucleare globale… 😀
            Ti dicevo stai attenta perché sono maestri nel blandirti, offrendoti “servizi” aggiuntivi, editing, prefazione, e quant’altro, mascherando tutto abilmente. Tipo “noi dobbiamo vendere un tot di copie, lo capisci da te, e quindi ti chiediamo di aiutarci a vendere, resta fermo che le copie che dovessero rimanere invendute rispetto al tot che è il target le comprerai tu. ma vedrai che non succederà, siamo pieni di casi di successo e bla bla bla”.
            Insomma occhi aperti e attenta ai travestimenti!

            • Michela Poser marzo 19, 2014 a 6:57 pm #

              Ah no no io sono veneta, quando ci sono di mezzo i soldi sto arci attenta… 🙂

  2. rodixidor marzo 14, 2014 a 9:19 am #

    interessante

  3. Gas settembre 2, 2014 a 2:13 am #

    I costi di partecipazione sono alti in alcuni concorsi perché possono partecipare le case editrici con testi già pubblicati. In questo modo hanno un buon ritorno pubblicitario eventuale con minima spesa.

    • Michela Poser settembre 2, 2014 a 7:28 am #

      Ciao Gas, si certo è vero.
      Io infatti scrivevo di quei concorsi in cui mandi il tuo inedito.

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