Archive | aprile, 2014

Un fulgido esempio di diseducazione

30 Apr

Una tal Sara Nervoso racconta così una scenetta occorsa fra i suoi due figli (presumo):

‘Succede oggi, ma proprio oggi, che il mio tenero numero due, durante uno dei discorsi con il mio
saggio numero uno, dica dolcemente: “e sai chi mi sposo io? Il mio papà!”.

La risposta arriva netta nel giro di due secondi: “Ma no! Sei uno sciocchino! Non si può! Si devono sposare un maschio e una femmina, se no non possono arrivare i bambini!”. Io ascolto interessata, in camera con loro (lo faccio sempre perché quei due mi danno un sacco di lezioni), e penso che il ragazzo se la sia cavata egregiamente. Il numero uno però, sempre alla ricerca di conferme, corre da me e mi chiede: “Mamma è vero?”.
Per un attimo mi immagino portavoce della risposta del nostro tempo:” Beh, non è
necessariamente così, tu semplifichi troppo le cose, e dietro la tua ingenua affermazione si cela una strisciante e pericolosa omofobia.

A volte due uomini, o due donne, possono sposarsi e, per quanto riguarda i bambini, possono trovare vie traverse per averne comunque”. Poi la mia risposta, sollecitata dall’impaziente saggio bimbo, arriva. “Sì, è vero”.’

Be’ lo devo dire, al blog della Costanza non riesco a resistere, mi dico di lasciar perdere, ma è più forte di me. Ci scrivono talmente tanti esemplari da manuale che sembrano perfino inventati.

La Nervoso ha fatto il ritratto di una scenetta di una tristezza infinita, in cui con due parole ha negato la complessità delle interazioni umane, ha tolto al suo piccoletto la possibilità di scorgere un pezzo di realtà che non immaginava. Ma so già che per costoro il solo nominare una realtà altra dalla loro è di per sé infettivo. Immagino che la Nervoso abbia pensato che se confermava al piccoletto l’esistenza dell’omosessualità, le cresceva un figlio gay.

Però mi chiedo: e se crescendo scoprisse davvero di essere omosessuale comunque?

Davvero convinta la Nervoso di aver fatto un servizio utile al figlio?

Si chiede mai lei e la sua compagnia briscola chi protegge il bambino queer?

Oppure preferisce che da adolescente tenga in mano uno striscione con su scritto “Maschi selvatici! Non checche isteriche”?

 

Mamme che non vogliono Mario Adinolfi

28 Apr

L’alta elaborazione filosofica di Adinolfi

il ricciocorno schiattoso

I pubblicitari lo sanno bene: tirare in ballo la mamma è sufficiente, il più delle volte, a garantire il successo di una campagna, qualunque sia il prodotto.

A suggerire “il cuore della mamma” come logo di un partito politico ci avevano già pensato gli Elio e le storie tese nel loro album del 2008 “Studentessi”:

Così ci prova anche Mario Adinolfi, e per il suo “movimento” contro il matrimonio omosessuale, il diritto all’aborto, l’eutanasia, la fecondazione eterologa e chi più ne ha più metta, sceglie il nome “Voglio la mamma”.

Io sono una mamma, e mi chiedo: ma che c’entro io con l’omofobia di Mario Adinolfi?

Proprio niente. E’ vero, ho procreato, ma questo non mi impedisce di rispettare due persone dello stesso sesso che desiderano sposarsi.

Ho un figlio, ma questo non mi impedisce di credere fermamente che nessuna donna dovrebbe essere costretta a portare a termine…

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Bambini con la fissazione del sesso? Uno studio di cui non credo nemmeno una virgola.

17 Apr

“I bimbi piccoli piangono di notte in maniera soffocante per impedire scientificamente che i genitori facciano l’ amore.”

“Scientificamente” addirittura. Si apre così un articolo apparso oggi su La Stampa on line.

Cioè io dovrei davvero credere che un infante di 10 mesi piange per impedire ai genitori di fare sesso? Non solo: prolunga le poppate per rendere infertile la madre più a lungo? Sa che se mamma e papà si avvicinano troppo sotto le coperte potrebbero trovarsi con un fretellino o una sorellina di lì a poco?

In sostanza un poppante sarebbe un uomo fatto con tutte le sue consapevolezze, le nevrosi, i tic, lo sclero da gelosia, un furioso istinto di essere il sole e unico sole di tutto l’universo?

Non sono un’esperta del tema, ma ho la vaga impressione che sia uno di quei casi in cui il ricercatore trova proprio quello che stava cercando.

Il contagio delle mozioni impresentabili

14 Apr

Nel marzo 2014 è arrivata in Consiglio comunale a Trento una mozione del Giugno 2013 presentata dal consigliere Claudio Cia intitolata “Save the Children. I diritti dei bambini non sono quelli della coppie gay” (la trovate in fondo a questo post) il cui scopo è il seguente: il comune di Trento avrebbe dovuto operare una sorta di censimento delle famiglie omogenitoriali presenti sul territorio e far intervenire i servizi sociali i quali, accertata la mancanza di una figura paterna o materna, avrebbero dovuto allontanare i minori dal loro nucleo familiare.
Le motivazioni per una proposta tanto criminale è il solito guazzabuglio di pregiudizi ormai anacronistici mischiato all’odio per il/la divers* con cui talun* non riescono proprio a fare i conti e, in luogo di andare a sbrogliarsela con un buon psicoterapeuta, infestano la società civile come moderni S. Paoli che vogliono ridurre tutti alle tenebre della mente nelle quali vivono loro.
Fin qui nulla di nuovo, l’incontro-scontro con questi integralisti della morale tutta loro che vorrebbero tanto fosse anche la tua e si indispettiscono da morire se gli dici no grazie, è all’ordine del giorno.
Inedito e inaudito è che a una proposta del genere sia stato permesso di varcare le porte di un consiglio comunale e con ciò gli sia stata data la dignità di essere qualcosa su cui discutere.

Ci sarà pure un limite a ciò che una collettività può o non può decidere sulla pelle degli altri o no? Intendiamoci la mozione è stata respinta solo perché il consiglio è in parte vagamente illuminato, ma cosa sarebbe successo se lo fosse stato meno? Continua a leggere

Barbie sentinella in piedi (e due cosette sui libretti dell’UNAR)

7 Apr

Una risata li seppellirà.

Il lato fucsia della forza

Il modo migliore per contrastare il grigiore di certe iniziative omofoniche sta nell’ironia, l’ho sempre detto e questa immagine vale da sola molte contro-manifestazioni al delirio delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.

Barbie sentinella in piedi Barbie sentinella in piedi

Riguardo a cose più gravi, faccio notare che l’Istituto Beck ha diramato un comunicato in cui spiega le ragioni che hanno portato alla creazione dei libretti dell’Unar.

In breve il comunicato rilancia sulla scientificità di quel materiale didattico destinato agli insegnanti (e non agli/lle allievi/e) e che la mission del progetto «non è la diffusione di una “teoria gender” ma la prevenzione e la lotta all’omofobia e al bullismo omofobico».

Importante il punto in cui si stabilisce:

L’American Psychological Association (2009, 2012) scrive che “l’attrazione, i sentimenti e i comportamenti sessuali e romantici verso persone dello stesso sesso sono normali e positive varianti della sessualità umana indipendentemente dall’identità di orientamento sessuale”.

Qualcuno lo dica alle Sentinelle…

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Alfabeto del Cattolico Mistificatore

2 Apr

Da quando frequento la piattaforma WordPress ho fatto la conoscenza di tal Costanza Miriano e del suo blog che, se la memoria non mi inganna, è ogni giorno nella top ten dei blog più visitati. Stavo meglio quando non sapevo chi era, ma devo dire che un qualche spunto lo si può ricavare da lei e dai simpaticoni dei suoi amici. Come questo delizioso elenchino che “Autori vari” ha stilato.

Molto modestamente ne propongo uno anche io, e lo intitolerò:

“ALFABETO DEL CATTOLICO MISTIFICATORE”

A come anticlericale: termine da usare per squalificare ogni tentativo sensato di ragionare sulla bioetica; A come aborto: pratica a cui essere sempre e comunque contro con il necessario corollario che le donne sono assassine.

B come Bene Supremo: in nome del quale si può ricorrere alla costrizione sugli altri (vedi alla voce teorie riparative).

C come cattolico: specie al potere sebbene sempre meno numerosa e rappresentativa; vale anche come sigillo di rettitudine morale (vedi Berlusconi, Formigoni e giù giù fino al marito della Mussolini).

D come Donna: intesa escusivamente come angelo del focolare; D come diritti nel senso dell’impegno profuso per negarli a chiunque non sia e non la pensi come loro.

E come eugenetica: termine da contrapporre immediatamente a chiunque pronuncia le parole “fecondazione assistita”.

F come famiglia: entità sacra e inviolabile che come valenza teologica è quasi pari alla Trinità.

G come giornata mondiale della gioventù: evento da indicare sempre  quale prova inequivocabile delle sole forze positive del futuro.

H come Ho molti amici gay (questa gliel’ho copiata pari pari): premessa perfetta per partire subito dopo con l’affondo omofobo. Continua a leggere

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