Mr Job. Un caso isolato?

15 Lug

In questi ultimi mesi è salito alla ribalta delle cronache il caso Mr Job, cooperativa di facchinaggio che opera, fra l’altro, all’interporto di Bologna.

Lo cito perchè nel momento in cui stavo cercando un altro lavoro, un paio di anni fa, (dato che dove ero era chiaro che le cose sarebbero andate sempre peggio, ma questa è un’altra storia), mi era stato suggerito di rivolgermi proprio alla Mr Job perchè era una delle poche cooperative che continuava a assumere in zona (Bologna e limitrofi). Magari per pochi mesi e c’è da farsi il mazzo, aggiungevano, ma intanto lavori.

Sì intanto lavori, perché il punto è tutto qua: intanto lavori poi come non ha importanza.

Uno dei prodotti più mirabolanti della crisi (e della retorica attorno alla crisi) è questo: poche pretese, ti adatti, rinunci a qualche garanzia, chiudi gli occhi e ingoi rabbia sotto forma di saliva perché ti sei lasciata scappare fra le dita la possibilità di dire “No, è un mio diritto” perché sai quanti ce ne sono fuori dalla porta disposti a lavorare a ogni condizione se tu fai la difficile?

E lo cito anche perché mi scuote più di indignazione una cooperativa che non una spa.

Ora, i media nazionali si sono interessati al caso a seguito della denuncia da parte di 11 facchine per molestie sessuali nel magazzino. Ma la questione alla Mr job non parte mica adesso e mica per le molestie, culmine che purtroppo non stupisce date le premesse e di cui potete farvi un’idea dall’articolo dell’Huffington Post.

Si perchè alla Mister Job non si applicava, fino a un mese fa, il contratto collettivo nazionale di lavoro per il settore, che sarebbe quella cosa che stabilisce, fra l’altro, i minimi retributivi, le mansioni e gli inquadramenti relativi.

A meno di non credere che Mister Job non applicasse il CCNL perché applicava un contratto aziendale migliorativo per i/le dipendenti, questo fatto da solo avrebbe dovuto far suonare non dico un campanello, ma un’intera fanfara d’allarme nelle orecchie sia dei sindacati che dei vari istituti.

C’è da chiedersi perchè si sia lasciata per anni che una situazione del genere si verificasse.

Un’azienda che non applicasse i contratti collettivi, a parer mio, dovrebbe avere Inps, Inail e Agenzia delle Entrate un giorno sì e un giorno anche a controllare la regolarità delle attività, o no? Invece di fare le pulci ai pescetti piccoli con sopra al collo la mannaia delle sanzioni.

Per non parlare dei sindacati e la mole di vertenze che intentano su questioni che di fronte a questa fanno ridere, per non dire che fanno piangere, tanto sono futili e pretestuose.

In ultimo: ho dato un occhio al sito della Mr Job.

Hanno addirittura la certificazione di qualità.

Quelle che servono, per esempio, per poter partecipare alle gare, quelle cioè che negli ultimi tempi (la famosa spending rewiew) vengono vinte per la maggior parte basandosi solo su chi fa il prezzo più stracciato. Farlo è facile: basta avere una certificazione e pagare pochissimo chi lavora.

Ancora e sempre Viva l’Italia.

 

 

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