La proposta indecente di Michela Marzano

7 Ago

Lo dico?

Ma sì, lo dico.

Ho saputo dell’esistenza della filosofa Michela Marzano qualche anno fa leggendo la notizia che era fra le cinquanta persone più influenti di Francia. Da allora ho avuto l’occasione di seguire un paio dei suoi interventi in qualche festival sparso per l’Italia e di leggere alcune delle sue interviste e articoli. Ho sempre trovato le sue uscite abbastanza banali, perciò non mi ha mai fatto venire voglia di prendere in mano uno dei suoi libri.

E quindo lo dico: secondo me è sopravvalutata. Convinzione che mi si è rafforzata a leggere la proposta di legge di cui è prima firmataria e che vorrebbe istituire l’art.580 bis del codice penale:

Art. 580 bis. – (Istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare). – Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, istiga esplicitamente a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare, o ne agevola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino ad un anno e con una sanzione pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona minore di anni quattordici o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni e di una sanzione pecuniaria da euro 20.000 a euro 100.000″.

Intanto qualcuno mi deve spiegare come si fa ad istigare a mangiare troppo o troppo poco (a meno che non ti intubino come le oche, ma quella sarebbe tortura).

E con l’obesità come la mettiamo? E’ anche quello un disturbo alimentare, e allora che facciamo? Oscuriamo tutti i blog che ti istigano a ingrassare con tutte quelle ricette e mettiamo le/i loro autrici/autori ai lavori forzati? Acchiappiamo il pupazzo di Mac Donald e lo sbattiamo al gabbio buttando la chiave? O col fatto che le anoressiche sono tristi e depresse e le obese invece ridono sempre ci occupiamo solo delle prime? L’intento di quell’articolo orrendo da aggiungere al codice penale sarebbe quello di scoraggiare i cosiddetti blog-diario di anoressiche/i.

Mi pare abbastanza inverosimile che un/a ragazzin* diventi anoressic* perché legge su qualche blog i mirabolanti consigli delle cosiddette  pro ana, con le loro liste grottesche: se arriva a leggerli o è curios*, oppure c’è già dentro con tutte le scarpe.  Ed è vero, alcune di queste persone che scrivono certi blog, ammesso che non siano troll, sono davvero esaltat* e fissat* col corpo e la necessità di privarsi del cibo, ne fanno una specie di religione, inneggiano al fatto che sono diventat* 38 chili, ma Marzano, da filosofa, dovrebbe distinguere fra l’istigazione a l’autolesionismo. Ognuno è liber* di farsi male come vuole e come può, prevedere un anno di carcere per persone evidentemente in difficoltà è una cosa folle. Per me sono molto più pericolosi esempi di istigazione come questo e questo, ma non mi sognerei mai di dire che bisogna vietare, censurare oscurare.

Ma è sulle critiche che le sono venute, penso ad esempio a Chiara Lalli, o alla lettera di Angela Azzaro, che Marzano ha confezionato il capolavoro, rispondendo che: “Non è mai una legge che risolve i problemi. Ma le leggi hanno sempre un valore simbolico”.

Bè sono proprio felice che siamo infine giunti alle teorizzazione della Legge Ornamentale.

Le leggi mica si scrivono perché siano applicate, se fino ad oggi lo sospettavate ma non eravate certi, ora lo sapete: le legge sono simboliche, si scrivono così intanto per fare qualcosa.

Grazie onorevole Marzano.

 

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6 Risposte to “La proposta indecente di Michela Marzano”

  1. 'povna agosto 7, 2014 a 6:55 pm #

    Ho avuto la ventura di conoscere (abbastanza bene) Michela Marzano al tempo dei suoi studi, quando era brava (altrimenti non sarebbe stata dove eravamo quando ci siano conosciute) ma non sopravvalutata. Confermo dunque la prima parte del tuo post.
    Concordo, inoltre, con la seconda. Aggiungo che citare l’esempio personale come giustificazione alla legge significa per davvero non avere capito (ancora) la differenza tra patologia e reato. Ed è vero che dall’anoressia non si esce mai del tutto, nella testa, ma l’idea di questa sovrapposizione tra i due concetti conferma che anche l’onorevole Marzano ha un po’ di strada da fare. Per fortuna, in uno stato liberale (la Francia, eh!) senza essere (ancora) costretta a pagare penalmente per ciò.

    • Michela Poser agosto 8, 2014 a 7:46 am #

      A me dispiace molto in realtà, forse le mie aspettative nei suoi confronti erano piuttosto alte: speravo che una filosofa che è riuscita a diventare nota, potesse adoperarsi per qualcosa di più incisivo e pregnante. Chissà, magari ritornerà a avere lo smalto che aveva al tempo in cui l’hai conosciuta. Non si sa mai.

  2. IDA agosto 8, 2014 a 12:16 am #

    Il problema, sarebbe un’altro: il condizionamento dei modelli imposti..

  3. 'povna agosto 8, 2014 a 9:25 am #

    Mi sa che mi sono spiegata male: era brava, ma non ha mai avuto smalto. Era brava tra i bravi, non la più brava, non una ‘filosofa’, non una maite à penser. Questa proposta è in linea con la sua storia personale molto più che con un sistema di pensiero sviluppato, e ricondurre l’orizzonte a sé, piuttosto che lasciarsi tentare dall’orizzonte per partire, era il suo limite anche allora.
    Lavorare sul condizionamento sarebbe essenziale, credo. Non per legge, però, per società.

    • Michela Poser agosto 8, 2014 a 9:36 am #

      In effetti prima di scivere “filosofa”, prima, sono stata con le dita sospese sopra la tastiera un buon minuto. Mi hai aiutata a dirimiere la mia sensazione, esattamente questo: parte da sé e lì si ferma. Il ché per quacuno che dovrebbe fare elaborazioni di pensiero “universale” è come prendere un grosso respiro e accorgersi poi che l’aria intorno è sparita.

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