262 euro di vera star inglese!

28 Ago

Siorri e siorre, Sting apre casa, boschi, vigneti, fattorie!

Per la modesta cifra di duecentosessanta euri si potrà, da mane a sera, avere l’onore e il privilegio di contribuire, nevvero, alla manuale realizzazione del premiato prodotto alimentare di modocché potrassi dire “Lo vedi quell’olio? Mia la mano che colse le olive!”.

Ma peggio per quei mamelucchi che li tirano fuori, i 262 euro al giorno per vendemmiare e raccogliere olive con l’unico ovvio ancorché gramo tornaconto di poter raccontare alle amiche chic e agli amici pancetta-dotati che loro hanno fatto la vacanza alternativa. Mica come scrive Gramellini oggi nel suo “Buongiorno”, in cui sostiene, e io in una caldana di ottimismo spero che lo abbia fatta per amore di paradosso, che questa bella trovata di Sting farebbe fare al concetto di lavoro il suo salto finale: ovvero dopo le mille forme, anche istituzionali e legali, del lavoro non retribuito, ora è il lavoratore che se vuole lavorare paga.

Per carità!, uno che può tirare fuori 262 euro per una giornata passata nei possedimento del Si(o)r Sting a fare la bucolica contadinotta o il gioioso fattore mica lo fa per l’attività in sé, perché in tal caso non si tratterebbe di mamelucchi, ma di cerebrolesi dal momento che chiunque se vuole può, faccio per dire, arrampicarsi per la prima montagna che trova e passare tutta la giornata a fare legna, sempre per dire, oppure andare un pò a vedere se serve una mano a raccogliere pomodori, e amenità simili: sì insomma alternative ce ne sono tante.

Mi pare evidente che chi si prende la briga di pagare l’equivalente di un hotel cinque stelle (in questo caso 5 o più stalle), lo fa per pagare il brand che è per l’appunto “Sting” anzi meglio ancora “La Toscana di Sting”, il non plus ultra dell’esclusività del momento, i suppose.

Essere proprio lì, nelle terre del tantra-man, quello che ha fatto strappare i capelli a milioni di ragazze a ragazzi, pieno di chili di snobismo, che si vede a un chilometro di distanza la puzza sotto al naso e non certo per i prodotti del colon delle mucche toscane. Deve essere uno sballo da manicomio riuscire magari a farsi un selfie con l’amatore più duracell del globo terracqueo (che se è furbo come mi pare, durante questa bella trovata approffitterà per fare un giretto in Australia e non farsi vedere nemmeno in cartolina) da mettere su tutti i social immantinente (per i più grezzi, da far circolare solo a cene intime per i più raffinati) e da corredare anche con una frase sulla bellezza del contatto con la natura, a didascalia  della foto dell’umile tenuta. Perchè, of course, non poteva mancare a commento di questa scemenza lo studio fico sul relax mentale che procura the nature, che se volete essere trendy chiamarete agri-cure, la coscienza rigonfia per l’impatto zero del chilometro zero, e colorata di green come l’economy del signor Sting.

 

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4 Risposte to “262 euro di vera star inglese!”

  1. righe orizzontali agosto 28, 2014 a 9:23 pm #

    Che brava Michela, sei maestra d’ironia.

  2. IDA agosto 28, 2014 a 11:29 pm #

    Sarei curiosa di sapere una cosa, ma la mota che rimane attaccata alle scarpe, la sera quando uno va via, la deve pagare o è compresa nei 262 euro?

    • Michela Poser agosto 29, 2014 a 8:39 am #

      no no quando tu arrivi ai confini dei possedimenti ti levi le scarpe e le lasci lì.

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