Perché dovrei (dovremmo) poter adottare.

11 Set

Ultimamente mi sono sorpresa, con mia stessa sorpresa, a pensare a un tema su cui non mi sono mai soffermata: l’adozione.

La ragione principale è stata la necessità di uscire dalla polemica stantia sulla Gestazione per Altri che mi pare sempre di più un pretesto per dirsene un sacco e una sporta vicendevolmente fra pro e contrarie. Dunque una ragione pragmatica per tirare fuori il movimento femminista dalle secche di un dibattito che non è nemmeno più tale e su cui tutte abbiamo detto tutto in più occasioni, e che dice che è anche ora di farla finita e guardare a cose più sensate e magari raggiungibili.

Qualche tempo fa, nel rispondere alle sollecitudini di chi mi chiedeva perché non pensassi a una mia progenie, ho risposto, senza pensiero, che non ci pensavo perché l’esperienza della gravidanza non ha mai fatto parte  delle mie fantasie circa l’esistenza. Di solito la mia risposta finiva lì, invece stavolta ho aggiunto: potrei prendermene carico se me lo/la dessero già fatto/o, un/a pargolo/a. Quando l’ho detto non mi è parso nemmeno strano, sebbene fosse la prima volta che formulavo questo proposito a voce alta. Come sempre le prese di coscienza arrivano a valle di un lavoro silenzioso all’opera nei neuroni di stomaco e cervello senza che se ne abbia consapevolezza. E allora c’ho pensato. E c’ho pensato bene. Quindi.

Pensandoci bene dovrei poter adottare. Per una serie di ragioni che vorrei condividere.

Dovrei poter adottare perché, come parte di una minoranza (numerica e culturale in quanto lesbica, e squisitamente culturale in quanto donna), ho imparato l’auto riflessione, ho imparato a assumere uno sguardo critico, ho imparato a pensare oltre le convenzioni. Ho imparato l’abitudine a non dare per scontati comodità, agio, diritti. Ho imparato le ragioni e le condizioni di un’esistenza degna. Non so se coloro che hanno sempre fatto parte della maggioranza intendono quello che voglio dire, ci vuole un certo sforzo di empatia e la volontà di vedere con gli occhi dell’Altr*. Bisogna fare lo sforzo mentale di pensare di vivere in un mondo che è fatto a misura di qualcuno che non sei tu e nel quale ti senti sempre un po’ come quelli che alle feste stanno appoggiati al muro, da soli, sorseggiando una bibita che nemmeno piace. Finisce che o ti adegui o a quelle feste non ci vai più. Senza contare la gran massa di quelli che non sono proprio invitati ma vorrebbero esserci, ecc ecc. E insomma la casistica è articolata, e non è il tema di questa riflessione.

Dovrei poter adottare perché, in coerenza con quanto ho sempre sentito come intimamente vero, non è il patrimonio genetico a fondare un legame e una parentela. Naturalmente mentirei se dicessi che non mi affascina il pensiero di un essere umano che porti nel futuro la mia linea genetica, ma devo anche ammettere che non so fino a che punto sia davvero una mia fascinazione e non un prodotto della mistica della procreazione umana in cui siamo tutt* immers* fino al collo. Quella stessa mistica che, con più di una probabilità, non mi ha permesso di pensare alla stessa maniera a una composizione familiare fatta di persone che condividono dei geni e una che non li condivide, attribuendo alla prima la patente di autenticità e alla seconda no. Certe convinzioni albergano nel profondo: occorre andare a stanarle. Perché non basta dirlo a parole, occorre anche sentire che è così. Alcune delle coppie che hanno optato per la procreazione medicalmente assistita l’hanno fatto perché era ed è l’unico modo percorribile, oggi, per una coppia di donne di avere un/una figli* (naturalmente all’estero), ma sarebbero state felici di poter adottare.

Dovrei poter adottare perché non è la capacità di procreare che fa di qualcuno automaticamente un/a buon/a genitor*. Avere un rapporto sessuale è facilissimo: miliardi di mammiferi, dacché esistono, si perpetuano così. Non c’è niente di speciale, scusate se ve lo dico. Il meccanismo della riproduzione in sé e per sé è semplice, diretto, ipercollaudato. Sono i nostri scenari sociali a essere complessi. E sono in quei scenari che crescono i figli. Dovrei poter adottare perché credo di avere gli strumenti adatti per dare conto a un altro essere di quella complessità. Credo di poter trasmettere il rispetto, la sospensione del giudizio nelle situazioni che ancora non si comprendono, e  l’assenza del  giudizio nelle situazioni che non lo richiedono.

Dovrei poter adottare anche come riparazione fondamentalmente etica a quegli atti dei miei consimili, appartenenti cioè alla mia specie anche se faccio sempre più fatica a crederlo, che hanno creato un numero spaventoso di orfani, o per tentare di lenire il dolore e le ferite di un abbandono, come azione positiva e empatica verso una/un indifesa/o.

Infine dovrei poter adottare perché sento che lo scambio arricchirebbe entrambi e farebbe di entrambi persone migliori. O almeno credo. Ed è forse questo che dovrebbe costituire la spinta emotiva giusta a assumersi il ruolo di educator* a tempo pieno, per chiunque.

Mi auguro che il movimento femminista e i movimenti lgbt lo mettano nell’agenda delle priorità politiche, e che si persegua tutt* un obiettivo comune.

 

 

 

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10 Risposte to “Perché dovrei (dovremmo) poter adottare.”

  1. rouge40 settembre 11, 2017 a 5:57 pm #

    ma anche no. buon proseguimento.

  2. Paolo Scatolini settembre 12, 2017 a 5:21 pm #

    io ero uno che alle feste stava sempre solo in un angolo ma a me piaceva così, comunque capisco quello che vuoi dure.
    Comunque se provi fascino all’idea di tramandare il tuo DNA è una fascinazione legittima e genuina non imposta, quasi tutti ce l’hanno

  3. wwayne ottobre 16, 2017 a 7:03 pm #

    Rieccomi! Ma non lo aggiorni più il tuo blog?

    • michela poser ottobre 19, 2017 a 12:57 pm #

      Eh sai io e la Costanza non siamo mai state grandi amiche…

      • wwayne ottobre 19, 2017 a 3:32 pm #

        Spero che tu ricominci presto a scrivere su WordPress: il tuo talento come blogger non deve andare sprecato.
        Colgo l’occasione per consigliarti questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2013/12/09/un-successo-meritato/. Vederlo mi ha reso una persona migliore. Grazie per la risposta! 🙂

        • michela poser ottobre 19, 2017 a 5:34 pm #

          Ti ringrazio tantissimo, sei troppo buono. Mi appunto il titolo, se avrò occasione di vederlo no mancherò di dirtelo.

          • wwayne ottobre 19, 2017 a 7:44 pm #

            Corro a risponderti sul mio blog! 🙂

  4. Stefi novembre 19, 2017 a 6:07 pm #

    L’ho sempre pensato e continuo a pensarlo. Lo sostengo con fermezza da sempre. Ho discusso e pesantemente litigato con amiche e amici eterosessuali che rifiutano l’idea, la considerano un abominio contro natura. Io penso siano abominevoli loro nel non capire che l’amore è amore, che donarlo ad una creatura piccola, sola ed indifesa è un dono della vita che non andrebbe sprecato. Chiunque sappia amare dovrebbe poter adottare. Sono pienamente d’accordo con te e spero tu un giorno possa farlo.

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