Parigi non val bene una messa.

14 Nov

Il mio più pressante impulso ora sarebbe quello di andare di corsa a Parigi per unirmi a quelle persone che nonostante la paura non rinunciano alla loro libertà di movimento e al loro sacrosanto diritto di abitare gli spazi pubblici. Da ieri sera ho vissuto e vivo una serie contraddittoria e composita di emozioni e pensieri. L’angoscia del calcolato macello dentro al Bataclan, il vago sollievo alla fine del blitz, lo sgomento di fronte alla impossibilità di prevedere una qualsiasi azione terrorista, l’ansia che la mattanza non fosse ancora finita, il senso di vulnerabilità di una semplice cittadina occidentale che assiste allo spettacolo televisivo della cronaca del terrore. Continua a leggere

La lunga (retro)marcia delle unioni civili

12 Ott

Il Olanda l’accesso ai matrimoni (“matrimoni” non “unioni civili”, proprio matrimoni) alle persone omosessuali è del 2001 cioè 14 anni fa (sì anni, non mesi, proprio anni). Tre lustri forse non sono sufficienti per vedersi avverare la profezia della fine della specie umana, come paventato da tutt* coloro che osteggiano il matrimonio gay, ma per ora l’Olanda esiste ancora, e, incredibile dictu, c’è ancora la cosiddetta “famiglia tradizionale”.

Nel 2002, sull’onda dell’entusiasmo per l’approvazione dei Pacs in Francia, Franco Grillini deposita la sua proposta di legge, una proposta che, a leggere quelle venute dopo,  è un vero faro nella notte perché almeno nel suo primo articolo ci sono parole come “coppia”, “vita in comune”, “diritto”, “dignità sociale”, “realizzazione personale”.

Nel 2007, dopo aver letto, immagino con orrore, la proposta della deputata De Simone del 2006 che in buona sostanza equiparava le unioni civili ai matrimoni, Bindi e Pollastrini si misero al lavoro e, dopo una stremante spremitura di meningi, presentarono i Di.Co., disegno di legge che prevedeva quell’affascinante iter secondo cui una delle due parti doveva notificare all’altra, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, di aver dichiarato all’anagrafe del comune in cui risiede che convive proprio con lui/lei. Continua a leggere

Impressioni di Berlino

9 Lug

All’incrocio con le braccia conserte, una donna osserva la figlia percorrere, con la sua biciclettina nuova, prima il tratto che costeggia un piccolo prato e poi scendere il lieve pendio che si piega verso la ciclabile principale, quella che costeggia una strada a tre corsie in cui sfrecciano a gran velocità macchine di ogni cilindrata. Nel fare la curva la ragazzina un po’ sbanda, un ciclista che viene in senso contrario deve correggere la sua traiettoria guardandola in tralice, ma lei non se ne accorge, sta fissando felice la madre che la aspetta lassù all’incrocio, pedalando forte. La madre si congratula con lei e compiaciuta le dice “Visto? Non era poi così difficile”. Continua a leggere

Giugno, andiamo. E’ tempo di gay pride.

9 Giu

Articolo di oggi, scritto per estense.com:

http://www.estense.com/?p=466318

 

E’ il gender, bellezza! Il Gender! E tu non puoi farci niente! Niente!

13 Apr

http://www.estense.com/?p=452727

Degli inconvenienti del gioco del pallone e dell’uso dei bagni pubblici pur portando gli orecchini

10 Apr

Un giorno mia madre mi spedì a prendere un pacco di pasta al negozio italiano (eravamo infatti in Germani a fare gelati), il quale sarebbe stato piuttosto lontano se giudicato coi parametri dei miei sette anni di allora, se non fosse che io non ero più una semplice bambina a piedi, ma ero da poco diventata una tecnologica bambina coi pattini, e questo cambiava notevolmente le mie idee riguardo le distanze. Condizione per l’uso dei suddetti era che indossassi i pantaloni corti poiché mia madre era stufa di mettere toppe all’altezza delle ginocchia in quelli lunghi e in definitiva giudicava più pratico – che i veneti questo sono: pratici – che io me le sbucciassi ché tanto, diceva, le ginocchia guariscono senza bisogno di ago e filo. Ancora meglio per la verità, diceva, sarebbe stato che mi mettessi una di quelle larghe e ampie gonne che languivano nell’armadio, così oltre che comoda sarei stata anche fresca. Sotto le gonne passa l’aria, sotto i pantaloni no, diceva lei ammiccando mammescamente. Continua a leggere

Il gioco del rispetto e il rispetto delle regole del gioco

12 Mar

Se non è strumentalizzazione quella fatta sul Gioco del Rispetto, non vedo cos’altro possa esserlo

Il gioco del rispetto

giocodelrispetto

Alla fine l’abbiamo fatta questa riunione con i genitori della scuola da cui è partito questo caso mediatico. C’eravamo noi curatrici del progetto, c’erano le rappresentanti dei servizi educativi del Comune di Trieste, c’erano le insegnanti che hanno aderito al progetto e c’erano i genitori. I servizi educativi hanno spiegato l’iter seguito in tutte le scuole per presentare il progetto alle famiglie, hanno annunciato che questa scuola, per quest’anno, inizierà la sperimentazione con due giochi (“bocciati 9 giochi su 11, titolano subito i giornali); le insegnanti hanno letto la storia di Red & Blue e il genitore che ha sollevato inizialmente il caso su Vita Nuova ci ha letto tutto il contenuto della scheda di gioco che secondo lui invitava bambini e bambine a “toccarsi i genitali”. Gli abbiamo chiesto di leggerlo tutto, senza estrapolare frasi dal contesto. Al termine della lettura, la reazione degli altri genitori è stata più…

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Incredibilia.

4 Mar

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/27/omofobia-spot-di-provita-contro-gender-studies-a-scuola-vuoi-questo-per-i-tuoi-figli/344054/

Vi riporto il link a un video realizzato dall’associazione Pro Vita.

Raramente mi è capitato di sentire un concentrato così incredibile di balle spaziali in 30 secondi. Il video si commenta da sé e, se non facesse ridere fino alle lacrime da tanto che è grottesco, sarebbe da piangere amaro nel constatare quanto possono essere in mala fede certuni.

Per conto mio altro non è che l’ennesima prova della innata tendenza alla mistificazione dei fanatici religiosi in genere e in particolare dei cattolici, quale diretta emanazione dell’esercizio all’ipocrisia cui sono abituati fin da piccoli.

La sessualità come fatto privato?

24 Feb

Non so dire il numero delle volte che ho sentito frasi tipo: “Ah io non ho niente contro gli omosessuali, ognuno a casa sua è libero di fare ciò che vuole”.

Il necessario corollario di quelli che fanno questo genere di affermazioni è che la sessualità è un fatto privato (fra l’altro era anche il corollario della pubblicità, definita con molto coraggio, progresso fatta dall’allora ministra Carfagna, che in definitiva invitava le persone omosessuali a non svelarsi). Peccato che invece l’eterosessualità sia forse il fatto più pubblico della storia. Che dire infatti dell’enorme investitura sociale, giuridica e politica basata sul matrimonio eterosessuale? A partire dalla celebrazione delle nozze fatta davanti a tutti i parenti, perfino alla prozia di cento anni che si regge in piedi a stento, passando per il rito civile (un fatto che più pubblico non si può, tant’è che viene “pubblicato” nell’albo del comune), fino alle tutele e garanzie non solo di origine legale, ma anche di ordine culturale e sociale (“moglie” o “marito” a me paiono più status sociali, che descrizioni di un pegno d’amore romantico). Sul matrimonio ogni individuo ha la sua idea. C’è a chi non piace, c’è chi lo sogna, c’è chi lo trova superato, c’è chi lo abolirebbe per tutt*. Però, cè un però. Un/una eterosessuale può scegliere se sposarsi o no, un/una omosessale questa scelta non ce l’ha. E allora o i diritti sono per tutt*, oppure c’è una falla nella democrazia, quella cosa per cui ogni cittadin* ha pari diritti e dignità davanti allo stato. La logica non mi pare lasci scampo.

Questa sera super rape gang bang

8 Gen

Fotomontaggio quanto meno agghiacciante.
(più o meno è il pensiero che avevo tentato di esprimere qui:
https://michelaposer.wordpress.com/2014/09/08/donne-che-odiano-le-donne/)

il ricciocorno schiattoso

troietroie_commento

(fonte)

La cultura dello stupro (rape culture) è

” … un complesso di credenze che incoraggia l’aggressività sessuale maschile e supporta la violenza contro le donne. Questo accade in una società dove la violenza è vista come sexy e la sessualità come violenta. In una cultura dello stupro, le donne percepiscono un continuum di violenza minacciata che spazia dai commenti sessuali alle molestie fisiche fino allo stupro stesso. Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro donne. Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale sia “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse… Molto di ciò che accettiamo come inevitabile è in realtà l’espressione di valori e atteggiamenti che possono cambiare.“(E. Buchwald, P. Fletcher, M. Roth, “Transforming a Rape Culture“)

Per approfondire:

La cultura dello stupro. Guida per…

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Cattolicità obbligatoria e religiose meraviglie

4 Gen

Mi è capitato spesso nel corso degli anni di sentirmi chiedere se ho una religione, se credo in qualcosa. La mia risposta standard  è che sono atea, e standard è anche la malcelata reazione compassionevole dei credenti che trovano davvero triste che io non abbia la fede, mentre loro sì e con questo credono di avere segnato un punto a loro favore circa la loro superiorità morale e umana.

Al mio paesello era meglio se ti dichiaravi drogata che non credente.

E’ un fenomeno che potremmo descrivere come cattolicità obbligatoria. Un fatto dato per scontato, un postulato o un assioma vigente nei piccoli paesini dell’entroterra veneto – detto per inciso è per questo motivo che  il Nord-est ha avuto una serie complicata di extrasistole quando ha capito che esistevano davvero altre religioni, non solo nella narrazione fantastica di chi aveva varcato i confini della Padania, e si è barricata dietro al crocifisso ad ogni costo, facendone il simbolo della resistenza all’invasione dello straniero  (d’altronde  “Il Piave mormorava…” anche se un tempo, perché adesso con la Lega sbraita).

Invece a me ‘sta storia di concezioni angeliche, di camminate sulle acque, di ascese celesti non è mai parsa plausibile, nemmeno a cinque anni e prendevo le lezioni di catechismo come una noia fra le tante come sparecchiare la tavola, fare i compiti, buttare la spazzatura. Continua a leggere

Selezione dei migliori e peggiori libri che ho letto quest’anno

30 Dic

Una banale classifica, ebbene sì, si sa che la fine dell’anno induce a fare di queste cose.

Mi limito a poche righe se non a poche parole di carattere volutamente aereo e superficiale come si usa quando si parla an passant fra amici di quello che si sta leggendo .

I migliori:

5. Il vino della solitudine, Irene Némirovsky.

L’unico fra i suoi romanzi che ho fin qui letto a essere scritto in prima persona singolare. Una prima persona che è una singolare vecchia anima che non si stupisce mai davvero, e i cui unici soprassalti vengono dall’eco del ricordo di quando ribolliva come il mosto nel tino a Settembre.

4. Cartongesso, Francesco Maino.

Di questo romanzo ho scritto qui.

3. Origine della donna, Elaine Morgan.

Uno dei testi più spassosi e meglio fondato che io abbia mai letto. Un testo “filosofico” che segue la logica del ragionamento consequenziale, che esercita la critica senza timori reverenziali verso autorità alcuna, che presenta i propri argomenti con la chiarezza di una visione limpida. Dopo averla letta ho ben più di un dubbio su come è davvero andata la conquista delle postura eretta nella nostra specie. Continua a leggere

Aridaje!

17 Dic

Riporto dal sito del comune di Faenza un altro ordine del giorno della vergogna, uno dei tanti.

Complimentoni sempre a tutt*!

Avete fracassato le trombe di falloppio con ‘ste storie, detta come va detta.

Buona lettura

ORDINE DEL GIORNO “VALORIZZAZIONE E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA NATURALE”

Premesso che

  • la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l’unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà, anche attraverso, in casi estremi, gli istituti dell’affidamento e dell’adozione;
  • la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e come tale “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato” secondo quanto sancito dall’art. 16, 3° comma della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;
  • la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società, nonché il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale;
  • le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli, senza essere costretti a sostenere, direttamente o indirettamente, spese supplementari che impediscano o limitino, di fatto tale libertà;

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La storia di Alessia (mai più)

1 Dic

Pattumare il patteggiamento

28 Nov

C’è qualcosa che non va nel nostro sistema giudiziario. Ne sono certa, altrimenti non sarebbe possibile che dei delinquenti, alcuni pure recidivi, se la siano cavata con il patteggiamento e dei risarcimenti che mi viene da ridere, per l’affare Expo.

Ho letto definizione e descrizione del termine patteggiamento sulla Treccani e ho scoperto che si tratta di un accordo fra accusa e difesa che

  • prevede la riduzione della pena in cambio dell’ammissione di colpevolezza;
  • è facoltà del giudice per le indagini preliminari accettare o meno la proposta d’accordo.

Voglio intanto dire che riterrei cosa buona e giusta escludere dall’ambito del patteggiamento reati che recano danno a una collettività intera. Continua a leggere

Se ti comporti da puttanella, poi minimo minimo che ti stuprano

27 Nov

Perché se invece ti vesti come una suora, bevi limonata con le amiche al mercoledì pomeriggio, quando vi trovate per ricamare le lenzuola, e non esci di casa, vedrai che non ti succede.

 

 

 

di oppio dei popoli e d’altre storie

19 Nov

Quanto ci piace Ammenicoli quando è arrabbiato!

ammennicolidipensiero

altan

Ora, potrà sembrare che in questi giorni io sia monotematico, a volermi incistare in questioni di scuola e laicità (già discusse qui e ritrovate qui) ma, come dire, “sono loro che mi provocano”.
Allora, passi il discorso su ora di religione ed assenza di alternative con il quale ci si deve inevitabilmente confrontare; non saprei però in quale altro modo definire se non “provocazione” (un altro modo l’avrei, per la verità: ho i coglioni che girano a mille) la presenza di un non meglio precisato individuo che, dotato di microfono e casse di amplificazione, attendeva sul piazzale davanti all’ingresso della scuola, in questo Primo-Giorno-D’Avvento-Del-Santissimo-E-sempre-sia-santificato-Natale-Di-Vostro-Signore-Gesù-Cristo-Figlio-D’Iddio, i bambini della medesima scuola pubblica (pubblica, ripeto; pubblica, e in quanto tale: laica, aconfessionale, non cattolica) per decantare con gioia l’inizio del periodo d’avvento in questione, con tanto di favoletta moralistica nella quale spiccavano immancabili buoi ed asinelli nonché animali persi in richieste assurde (assurde, eh, come…

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Suprasaturalanx

Noci, miele, ricotta e molto altro!

Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

Fuoridallarete

Since 1990

nessun armadio

coming out of the closet, coming into your life!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

menteminima

Vorrei poterne ridere.

iononsonosbagliata

"there's never been a better time than this"

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Biblioteca Lesbica

Per la diffusione della letteratura lesbica in Italia

Prismi - Pensieri filosofici

Il sito di chi vuole pensare

Slumberland

"Little Nemo had just fallen asleep when an Oomp appeared who said, "You are requested to appear before his majesty, Morpheus of Slumberland."

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