E’ il gender, bellezza! Il Gender! E tu non puoi farci niente! Niente!

13 Apr

http://www.estense.com/?p=452727

Degli inconvenienti del gioco del pallone e dell’uso dei bagni pubblici pur portando gli orecchini

10 Apr

Un giorno mia madre mi spedì a prendere un pacco di pasta al negozio italiano (eravamo infatti in Germani a fare gelati), il quale sarebbe stato piuttosto lontano se giudicato coi parametri dei miei sette anni di allora, se non fosse che io non ero più una semplice bambina a piedi, ma ero da poco diventata una tecnologica bambina coi pattini, e questo cambiava notevolmente le mie idee riguardo le distanze. Condizione per l’uso dei suddetti era che indossassi i pantaloni corti poiché mia madre era stufa di mettere toppe all’altezza delle ginocchia in quelli lunghi e in definitiva giudicava più pratico – che i veneti questo sono: pratici – che io me le sbucciassi ché tanto, diceva, le ginocchia guariscono senza bisogno di ago e filo. Ancora meglio per la verità, diceva, sarebbe stato che mi mettessi una di quelle larghe e ampie gonne che languivano nell’armadio, così oltre che comoda sarei stata anche fresca. Sotto le gonne passa l’aria, sotto i pantaloni no, diceva lei ammiccando mammescamente. Continua a leggere

Il gioco del rispetto e il rispetto delle regole del gioco

12 Mar

Se non è strumentalizzazione quella fatta sul Gioco del Rispetto, non vedo cos’altro possa esserlo

Il gioco del rispetto

giocodelrispetto

Alla fine l’abbiamo fatta questa riunione con i genitori della scuola da cui è partito questo caso mediatico. C’eravamo noi curatrici del progetto, c’erano le rappresentanti dei servizi educativi del Comune di Trieste, c’erano le insegnanti che hanno aderito al progetto e c’erano i genitori. I servizi educativi hanno spiegato l’iter seguito in tutte le scuole per presentare il progetto alle famiglie, hanno annunciato che questa scuola, per quest’anno, inizierà la sperimentazione con due giochi (“bocciati 9 giochi su 11, titolano subito i giornali); le insegnanti hanno letto la storia di Red & Blue e il genitore che ha sollevato inizialmente il caso su Vita Nuova ci ha letto tutto il contenuto della scheda di gioco che secondo lui invitava bambini e bambine a “toccarsi i genitali”. Gli abbiamo chiesto di leggerlo tutto, senza estrapolare frasi dal contesto. Al termine della lettura, la reazione degli altri genitori è stata più…

View original post 734 altre parole

Incredibilia.

4 Mar

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/27/omofobia-spot-di-provita-contro-gender-studies-a-scuola-vuoi-questo-per-i-tuoi-figli/344054/

Vi riporto il link a un video realizzato dall’associazione Pro Vita.

Raramente mi è capitato di sentire un concentrato così incredibile di balle spaziali in 30 secondi. Il video si commenta da sé e, se non facesse ridere fino alle lacrime da tanto che è grottesco, sarebbe da piangere amaro nel constatare quanto possono essere in mala fede certuni.

Per conto mio altro non è che l’ennesima prova della innata tendenza alla mistificazione dei fanatici religiosi in genere e in particolare dei cattolici, quale diretta emanazione dell’esercizio all’ipocrisia cui sono abituati fin da piccoli.

La sessualità come fatto privato?

24 Feb

Non so dire il numero delle volte che ho sentito frasi tipo: “Ah io non ho niente contro gli omosessuali, ognuno a casa sua è libero di fare ciò che vuole”.

Il necessario corollario di quelli che fanno questo genere di affermazioni è che la sessualità è un fatto privato (fra l’altro era anche il corollario della pubblicità, definita con molto coraggio, progresso fatta dall’allora ministra Carfagna, che in definitiva invitava le persone omosessuali a non svelarsi). Peccato che invece l’eterosessualità sia forse il fatto più pubblico della storia. Che dire infatti dell’enorme investitura sociale, giuridica e politica basata sul matrimonio eterosessuale? A partire dalla celebrazione delle nozze fatta davanti a tutti i parenti, perfino alla prozia di cento anni che si regge in piedi a stento, passando per il rito civile (un fatto che più pubblico non si può, tant’è che viene “pubblicato” nell’albo del comune), fino alle tutele e garanzie non solo di origine legale, ma anche di ordine culturale e sociale (“moglie” o “marito” a me paiono più status sociali, che descrizioni di un pegno d’amore romantico). Sul matrimonio ogni individuo ha la sua idea. C’è a chi non piace, c’è chi lo sogna, c’è chi lo trova superato, c’è chi lo abolirebbe per tutt*. Però, cè un però. Un/una eterosessuale può scegliere se sposarsi o no, un/una omosessale questa scelta non ce l’ha. E allora o i diritti sono per tutt*, oppure c’è una falla nella democrazia, quella cosa per cui ogni cittadin* ha pari diritti e dignità davanti allo stato. La logica non mi pare lasci scampo.

Questa sera super rape gang bang

8 Gen

Fotomontaggio quanto meno agghiacciante.
(più o meno è il pensiero che avevo tentato di esprimere qui:
https://michelaposer.wordpress.com/2014/09/08/donne-che-odiano-le-donne/)

il ricciocorno schiattoso

troietroie_commento

(fonte)

La cultura dello stupro (rape culture) è

” … un complesso di credenze che incoraggia l’aggressività sessuale maschile e supporta la violenza contro le donne. Questo accade in una società dove la violenza è vista come sexy e la sessualità come violenta. In una cultura dello stupro, le donne percepiscono un continuum di violenza minacciata che spazia dai commenti sessuali alle molestie fisiche fino allo stupro stesso. Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro donne. Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale sia “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse… Molto di ciò che accettiamo come inevitabile è in realtà l’espressione di valori e atteggiamenti che possono cambiare.“(E. Buchwald, P. Fletcher, M. Roth, “Transforming a Rape Culture“)

Per approfondire:

La cultura dello stupro. Guida per…

View original post 3 altre parole

Cattolicità obbligatoria e religiose meraviglie

4 Gen

Mi è capitato spesso nel corso degli anni di sentirmi chiedere se ho una religione, se credo in qualcosa. La mia risposta standard  è che sono atea, e standard è anche la malcelata reazione compassionevole dei credenti che trovano davvero triste che io non abbia la fede, mentre loro sì e con questo credono di avere segnato un punto a loro favore circa la loro superiorità morale e umana.

Al mio paesello era meglio se ti dichiaravi drogata che non credente.

E’ un fenomeno che potremmo descrivere come cattolicità obbligatoria. Un fatto dato per scontato, un postulato o un assioma vigente nei piccoli paesini dell’entroterra veneto – detto per inciso è per questo motivo che  il Nord-est ha avuto una serie complicata di extrasistole quando ha capito che esistevano davvero altre religioni, non solo nella narrazione fantastica di chi aveva varcato i confini della Padania, e si è barricata dietro al crocifisso ad ogni costo, facendone il simbolo della resistenza all’invasione dello straniero  (d’altronde  “Il Piave mormorava…” anche se un tempo, perché adesso con la Lega sbraita).

Invece a me ‘sta storia di concezioni angeliche, di camminate sulle acque, di ascese celesti non è mai parsa plausibile, nemmeno a cinque anni e prendevo le lezioni di catechismo come una noia fra le tante come sparecchiare la tavola, fare i compiti, buttare la spazzatura. Continua a leggere

Selezione dei migliori e peggiori libri che ho letto quest’anno

30 Dic

Una banale classifica, ebbene sì, si sa che la fine dell’anno induce a fare di queste cose.

Mi limito a poche righe se non a poche parole di carattere volutamente aereo e superficiale come si usa quando si parla an passant fra amici di quello che si sta leggendo .

I migliori:

5. Il vino della solitudine, Irene Némirovsky.

L’unico fra i suoi romanzi che ho fin qui letto a essere scritto in prima persona singolare. Una prima persona che è una singolare vecchia anima che non si stupisce mai davvero, e i cui unici soprassalti vengono dall’eco del ricordo di quando ribolliva come il mosto nel tino a Settembre.

4. Cartongesso, Francesco Maino.

Di questo romanzo ho scritto qui.

3. Origine della donna, Elaine Morgan.

Uno dei testi più spassosi e meglio fondato che io abbia mai letto. Un testo “filosofico” che segue la logica del ragionamento consequenziale, che esercita la critica senza timori reverenziali verso autorità alcuna, che presenta i propri argomenti con la chiarezza di una visione limpida. Dopo averla letta ho ben più di un dubbio su come è davvero andata la conquista delle postura eretta nella nostra specie. Continua a leggere

Aridaje!

17 Dic

Riporto dal sito del comune di Faenza un altro ordine del giorno della vergogna, uno dei tanti.

Complimentoni sempre a tutt*!

Avete fracassato le trombe di falloppio con ‘ste storie, detta come va detta.

Buona lettura

ORDINE DEL GIORNO “VALORIZZAZIONE E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA NATURALE”

Premesso che

  • la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l’unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà, anche attraverso, in casi estremi, gli istituti dell’affidamento e dell’adozione;
  • la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e come tale “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato” secondo quanto sancito dall’art. 16, 3° comma della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;
  • la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società, nonché il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale;
  • le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli, senza essere costretti a sostenere, direttamente o indirettamente, spese supplementari che impediscano o limitino, di fatto tale libertà;

Continua a leggere

La storia di Alessia (mai più)

1 Dic

Pattumare il patteggiamento

28 Nov

C’è qualcosa che non va nel nostro sistema giudiziario. Ne sono certa, altrimenti non sarebbe possibile che dei delinquenti, alcuni pure recidivi, se la siano cavata con il patteggiamento e dei risarcimenti che mi viene da ridere, per l’affare Expo.

Ho letto definizione e descrizione del termine patteggiamento sulla Treccani e ho scoperto che si tratta di un accordo fra accusa e difesa che

  • prevede la riduzione della pena in cambio dell’ammissione di colpevolezza;
  • è facoltà del giudice per le indagini preliminari accettare o meno la proposta d’accordo.

Voglio intanto dire che riterrei cosa buona e giusta escludere dall’ambito del patteggiamento reati che recano danno a una collettività intera. Continua a leggere

Se ti comporti da puttanella, poi minimo minimo che ti stuprano

27 Nov

Perché se invece ti vesti come una suora, bevi limonata con le amiche al mercoledì pomeriggio, quando vi trovate per ricamare le lenzuola, e non esci di casa, vedrai che non ti succede.

 

 

 

di oppio dei popoli e d’altre storie

19 Nov

Quanto ci piace Ammenicoli quando è arrabbiato!

ammennicolidipensiero

altan

Ora, potrà sembrare che in questi giorni io sia monotematico, a volermi incistare in questioni di scuola e laicità (già discusse qui e ritrovate qui) ma, come dire, “sono loro che mi provocano”.
Allora, passi il discorso su ora di religione ed assenza di alternative con il quale ci si deve inevitabilmente confrontare; non saprei però in quale altro modo definire se non “provocazione” (un altro modo l’avrei, per la verità: ho i coglioni che girano a mille) la presenza di un non meglio precisato individuo che, dotato di microfono e casse di amplificazione, attendeva sul piazzale davanti all’ingresso della scuola, in questo Primo-Giorno-D’Avvento-Del-Santissimo-E-sempre-sia-santificato-Natale-Di-Vostro-Signore-Gesù-Cristo-Figlio-D’Iddio, i bambini della medesima scuola pubblica (pubblica, ripeto; pubblica, e in quanto tale: laica, aconfessionale, non cattolica) per decantare con gioia l’inizio del periodo d’avvento in questione, con tanto di favoletta moralistica nella quale spiccavano immancabili buoi ed asinelli nonché animali persi in richieste assurde (assurde, eh, come…

View original post 622 altre parole

Discutibili direttori di testate giornalistiche

18 Nov

Invito tutti a leggere la bella intervista rilasciata da Francesca Rivieri sul tema del linguaggio e della differenza di genere.

Lo so: il titolo scelto è quanto meno vaneggiante poiché nulla all’interno dell’intervista lo giustifica minimamente. L’arcano è svelato con il commento in calce del nientepopodimenoche direttore della testata che colto da brividi di repulsione di fronte alla pacatezza nonché alla logica, nonché al buonsenso, non ci ha proprio visto più. E quindi s’è messo alla tastiera e ha pestato di brutto sulla qwerty del proprio disappunto.

Riporto l’illustre commento (purtroppo non è possibile lasciare un commento sotto l’articolo) perché vale la pena di essere citato come esempio pressoché perfetto di misoginia e razzismo:

Commento di Aldo Grandi: Pubblichiamo questa intervista perché, a differenza di tanti che darebbero voce solo a chi la pensa come loro, noi crediamo che tutti abbiano il diritto di dire la propria. Così come esiste il diritto di dissentire. La dottoressa Rivieri vorrebbe trasformare la società indipendentemente da quelli che sono i suoi protagonisti, vorrebbe cambiare le regole del gioco senza capire che quello che viviamo quotidianamente è tutt’altro che un gioco. Siamo tutti d’accordo sul fatto che chi usa violenza non solo verso la donna, ma verso tutti coloro che sono diversi, debba essere punito in maniera esemplare e non, ad avviso di chi scrive, con la semplice detenzione in carcere. Ma l’omicidio di una donna è pur sempre un omicidio e l’assassino, a nostro avviso, meriterebbe solo una cosa: la pena di morte. Così non è, ma non è cambiando vocabolario o imponendo a colpi di decreti l’uso di parole diverse e lontane anni luce dalla nostra storia e dalla nostra lingua oltreché da usi e consuetidini, che si ottiene maggiore rispetto per l’universo femminile. 

Invece di guardare solo in casa nostra, forse la dottoressa Rivieri farebbe bene a guardare anche in casa d’altri e nella casa degli altri che sta in casa nostra: 150 mila musulmani sono sbarcati nelle nostre regioni e non mi risulta che lei o altre paladine dei diritti della donna si siano sbracciate per protestare contro chi, la donna, considera poco meno che una pertinenza. E lei, adesso, pretende di venire ad insegnare a noi come si fa informazione corretta, addirittura organizzando corsi? Ma lasci perdere e lasci, soprattutto, fare il mestiere di giornalista a chi ha gli attributi per metterci sempre la faccia, davanti all’arroganza del potere, destra o sinistra non importa, davanti all’idiozia e all’inezia di chi vorrebbe governarci e non ne ha nemmeno la capacità. 

Siamo stanchi di sentirci definire maschilisti solo e soltanto perché riteniamo che uomo e donna siano due esseri diversi tra loro che cercano di incontrarsi e si innamorano, fortunatamente e fino a quando la vita avrà un senso e una ragione. Se qualcuno usa violenza a una donna, ebbene, che lo si punisca in maniera determinata e determinante, lasciando da parte i discorsi da aula universitaria e badando più alla concretezza. Chi scrive non ritiene di dover frequentare alcun corso per imparare a fare informazione corretta usando i vocaboli che voi e tutti quelli che si inventano carte o cartine, vorrebbero imporre a chi, questo mestiere, se lo è guadagnato e sudato, mangiando pane e merda negli anni in cui non aveva alternative e in un’epoca in cui il pensiero dilagante è colorato di rosso. 

Quanto alla parità tra uomo e donna, forse la dottoressa Rivieri desiderebbe recarsi nei paesi del Nord Europa, a suo avviso più liberi del nostro, ma vorrei ricordarle, tanto per parlare di violenza e comunicazione, che a Amburgo come ad Amsterdam come a Copenaghen e via dicendo, le donne vengono sbattute, con il loro consenso, dietro una vetrina a fare le prostitute, ma nessuno si è mai sognato di contestare questi paesi definendoli maschilisti. Forse sarà il caso, glielo dico provocatoriamente, che anche da noi si arrivi a costruire i famosi quartieri del sesso a pagamento? 

 

 

Le parole difficili

11 Nov

Edgar Alan Poe, nelle prime pagine di “Ligeia”, dopo aver parlato della di lei bellezza perfetta, tenta di descriverne gli occhi con queste parole: “La ‘stranezza’ che trovavo negli occhi, era tuttavia di natura estranea al colore o allo splendore della forma e riguardava in sostanza l‘espressione”. Poi apre una delle parentesi per le quali adoro Poe, e continua (a proposito della parola espressione): “Parola senza senso! Dietro questa che è in larga misura un mero suono, noi nascondiamo la nostra ignoranza di tutto ciò che è spirituale”.

Succede a chi ha familiarità con la scrittura di provare frustrazione. Non serve ritenersi scrittori o scrittrici per trovarsi a considerare quanto le parole siano in realtà insufficienti a descrivere le cose come noi vorremmo, ovvero con quella sorta di evidenza scientifica che noi, per noi, siamo cert* abbiano. E’ cosa nota che il trasferimento dal pensiero al foglio, non è mai come lo avevamo immaginato, anzi alcune volte ci assomiglia così poco che lo straniamento che ne deriva è tale da indurci a stracciare tutto e cestinare in tanti piccoli pezzettini, sia mai che qualche appassionato di puzzle lo ricostruisca e ce lo sottoponga di nuovo sotto agli occhi. Frustrazione che deriva dal fatto che mentre cerchiamo di descrivere, non dico uno stato d’animo, ma il vaso di fiori che ci sta davanti, le parole, quelle giuste, quelle che donerebbero immediata comprensione a chiunque che parliamo di questo vaso e non di un altro,  quelle che eravamo sicur* di avere in mente, spariscono e al loro posto se ne presentano altre, talmente generiche che ci potresti descrivere la carrozzeria della macchina come il portello lucido dei mobili della cucina della nonna.   Continua a leggere

Strategie di disinnesco delle Sentinelle in piedi (e poi non ne parlo più)

8 Ott

Ha ragione Selvaggia Lucarelli a dire che le Sentinelle in Piedi, non sono una associazione ma sono un metodo, che a volersi rifare al suo significato minimo potremmo definire come la “via per giungere a un determinato luogo o scopo”.

E qual è lo scopo?

Ce ne è uno dichiarato dalle Signore Sentinelle stesse ed è quello di impedire l’approvazione del DDL Scalfarotto, ovvero la legge sull’omofobia (che, ribadisco, è così brutta e insulsa che mi auguro anche io con tutto il cuore che venga cestinata per scriverne una di seria) e la difesa del “diritto di opinione”, dove pare che di opinioni le Signore Sentinelle ne abbiano una sola, ovvero che qualunque altra forma di famiglia che non sia un uomo con una donna possibilmente con primo figlio maschio e seconda figlia femmina, non deve nemmeno essere nominata pena la blasfemia e debba dunque essere negata nella realtà e nella Storia.

E poi ce ne è uno non dichiarato, ed è il perseguimento con cieca volontà dell’obiettivo di impedire istituzionalmente, ovvero tramite lo strumento legislativo (in negativo opponendosi all’approvazione della legge sulle unioni civili o sulla legge contro l’omofobia) e in positivo proponendo documenti e mozioni tesi a ribadire la superiorità di un modello di famiglia su qualunque altro, la deviazione da una verità rivelata, l’imposizione dei dogmi anche a chi a quei dogmi non crede. In questo senso sarebbe ora di capire che questa impostazione non danneggia solo la comunità lgbt, ma tutti coloro che hanno a cuore uno stato laico. Continua a leggere

Galleria

Sono una donna pericolosa

5 Ott

Womenoclock

“Sono una donna pericolosa” di Joan Cavanagh

Non porto bombe né bambini in grembo
Non porto fiori né miscugli incendiari
Porto scompiglio nella tua ragione, nelle tue teorie, nel tuo realismo
Perché non giacerò nelle tue trincee
Né scaverò trincee per te
Né mi unirò alla tua lotta armata
Per trincee più belle e più grandi
Non camminerò con te né per te,
Non vivrò con te, né morirò per te
Ma neppure cercherò di negarti Il tuo diritto a vivere e morire
Non dividerò con te neppure un centimetro di questa terra
Finché tu sei maledettamente proteso verso la distruzione
Ma neppure negherò che siamo fatti della stessa terra nati dalla stessa
Madre non ti permetterò di legare la mia vita alla tua
Ma ti dirò che le nostre vite sono legate insieme
E esigerò che tu viva per comprendere
Questa cosa importante
Che sono una donna pericolosa
Perché…

View original post 469 altre parole

Suprasaturalanx

Noci, miele, ricotta e molto altro!

Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

Fuoridallarete

Since 1990

nessun armadio

coming out of the closet, coming into your life!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

menteminima

Vorrei poterne ridere.

iononsonosbagliata

"there's never been a better time than this"

(Carne da macello)

Just another WordPress.com site, so what?

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Biblioteca Lesbica

Per la diffusione della letteratura lesbica in Italia

Prismi - Pensieri filosofici

Il sito di chi vuole pensare

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

giorgeliot

silly novels by lady novelists

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

Il nuovo mondo di Galatea

Diario ironico dal mitico nordest

Giovane Carina e Disoccupata

Blog sulla vita ai tempi della Disoccupazione

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Smile Revolutioner

Living life like it's just one (!!!)

paroladistrega

BARBARA GIORGI

Triskel182

La libertà è il diritto dell'anima di respirare.

VITA DA EDITOR

Interviste, recensioni e retroscena dell’editoria – a cura di Giovanni Turi

fiabeatroci

Fiabe Atroci - Blog contrario all'attualità e favorevole alla realtà

____________Mille Nuovi Orizzonti__________

Nasce dall'esigenza di dare qualche informazione utile sui mezzi di trasporto, ristoranti, guesthouse, luoghi e orari dei viaggi fatti.......lasciando la poesia alla fotografia

giramenti

libri e tiro dinamico

Womenoclock

WoMenoclock! About women, About men, for everybody. Wake up....and fight!

a Vuc's life

2016 - La vita

incroci de-generi

tra classe, razza, genere e specie

Un disinvolto mondo di criminali

Ci volete schiavi, ci avrete ribelli.

lafilosofiAmaschiA

filosofia d'altro genere per la scuola

paracqua

Un buco nell'acqua, mica facile a farsi

#Centonovantaquattro

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù

i discutibili

perpetual beta

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

Born again

Om Gam Ganpataye Namo Namah

Blockmianotes's Blog

quello che leggo, quello che vedo, quello che sento