Tag Archives: omofobia

Sobriamente, 17 maggio.

16 Mag

Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia e, come tutte le ricorrenze di questo tipo, suscita emozioni contrastanti e reazioni a volte scomposte. Ma perché una giornata internazionale contro l’omofobia? C’è ancora bisogno nel 2017 di una cosa del genereeee? Naaaaaa, è che per noi ogni scusa è buona per fare festa. Anzi di più: mentre gozzovigliamo a un party, già pensiamo a quello successivo. Il 3 Giugno, ad esempio, se avete degli impegni cancellateli perché a Reggio Emilia c’è questa cosa qui (vorrei poter dire che è uno scherzo, ma non lo è): Continua a leggere

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Incredibilia.

4 Mar

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/27/omofobia-spot-di-provita-contro-gender-studies-a-scuola-vuoi-questo-per-i-tuoi-figli/344054/

Vi riporto il link a un video realizzato dall’associazione Pro Vita.

Raramente mi è capitato di sentire un concentrato così incredibile di balle spaziali in 30 secondi. Il video si commenta da sé e, se non facesse ridere fino alle lacrime da tanto che è grottesco, sarebbe da piangere amaro nel constatare quanto possono essere in mala fede certuni.

Per conto mio altro non è che l’ennesima prova della innata tendenza alla mistificazione dei fanatici religiosi in genere e in particolare dei cattolici, quale diretta emanazione dell’esercizio all’ipocrisia cui sono abituati fin da piccoli.

Aridaje!

17 Dic

Riporto dal sito del comune di Faenza un altro ordine del giorno della vergogna, uno dei tanti.

Complimentoni sempre a tutt*!

Avete fracassato le trombe di falloppio con ‘ste storie, detta come va detta.

Buona lettura

ORDINE DEL GIORNO “VALORIZZAZIONE E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA NATURALE”

Premesso che

  • la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l’unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà, anche attraverso, in casi estremi, gli istituti dell’affidamento e dell’adozione;
  • la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e come tale “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato” secondo quanto sancito dall’art. 16, 3° comma della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;
  • la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società, nonché il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale;
  • le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli, senza essere costretti a sostenere, direttamente o indirettamente, spese supplementari che impediscano o limitino, di fatto tale libertà;

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Strategie di disinnesco delle Sentinelle in piedi (e poi non ne parlo più)

8 Ott

Ha ragione Selvaggia Lucarelli a dire che le Sentinelle in Piedi, non sono una associazione ma sono un metodo, che a volersi rifare al suo significato minimo potremmo definire come la “via per giungere a un determinato luogo o scopo”.

E qual è lo scopo?

Ce ne è uno dichiarato dalle Signore Sentinelle stesse ed è quello di impedire l’approvazione del DDL Scalfarotto, ovvero la legge sull’omofobia (che, ribadisco, è così brutta e insulsa che mi auguro anche io con tutto il cuore che venga cestinata per scriverne una di seria) e la difesa del “diritto di opinione”, dove pare che di opinioni le Signore Sentinelle ne abbiano una sola, ovvero che qualunque altra forma di famiglia che non sia un uomo con una donna possibilmente con primo figlio maschio e seconda figlia femmina, non deve nemmeno essere nominata pena la blasfemia e debba dunque essere negata nella realtà e nella Storia.

E poi ce ne è uno non dichiarato, ed è il perseguimento con cieca volontà dell’obiettivo di impedire istituzionalmente, ovvero tramite lo strumento legislativo (in negativo opponendosi all’approvazione della legge sulle unioni civili o sulla legge contro l’omofobia) e in positivo proponendo documenti e mozioni tesi a ribadire la superiorità di un modello di famiglia su qualunque altro, la deviazione da una verità rivelata, l’imposizione dei dogmi anche a chi a quei dogmi non crede. In questo senso sarebbe ora di capire che questa impostazione non danneggia solo la comunità lgbt, ma tutti coloro che hanno a cuore uno stato laico. Continua a leggere

Un livido silenzio è sceso su Verona

29 Lug

Uso la frase che Shakespeare usò per commentare la triste storia di Romeo e Giulietta, per commentare un’altra triste storia avvenuta nella città scaligera negli ultimi tempi.

Il 23 luglio 2014 è stata approvata una mozione presentata da Zelger (il testo integrale lo trovate in fondo al post) che ricorda molto da vicino, per lo meno nelle premesse, quella presentata  a Trento di cui ho parlato da questo blog qualche mese fa. Devono aver fatto, ‘sti relatori qua che presentano mozioni sull’argomento omosessualità, mezza giornata di lezione dai Giuristi per la Vita perché usano tutti gli stessi riferimenti e le stesse mistificazioni. Purtroppo questa volta la mozione è stata approvata e per fortuna non proponeva quella cosa folle e indicibilmente crudele di togliere i figli alle coppie omosessuali, ma invita il comune a “vigilare” su cosa viene proposto come educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole. E perché? Ma perché potrebbe essere in contrasto con le convinzioni morali e religiose dei genitori. Continua a leggere

Sentinelle in piedi a Ferrara

24 Giu

Bene!, qualche ferrarese deve aver sentito il bisogno di portare le “Sentinelle in Piedi” anche nella mia città di adozione, dove mi auguro vivamente che passeranno sotto silenzio. Certo, saranno nella piazza centrale della città alle sei del sabato pomeriggio, qualcuno le noterà pure, ma forse si chiederà se sta vedendo un’iniziativa di invito alla lettura o a una performance di teatro sperimentale. Che altro senso dare sennò a un gruppetto di persone in piedi, distante due metri una dall’altra, che per un’ora stanno immobili con un libro in mano?

A leggere le scarne notizie contenute nel loro sito, si apprende che le Sentinelle si autodefiniscono apolitiche e apartitiche. Può darsi che queste signore e questi signori non abbiano in tasca la tessera di qualche partito, ma di sicuro conducono una battaglia, tutta ideologica, contro le rivendicazioni dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans. Perché se è vero che il senso della loro messinscena sarebbe quello di vegliare sulla libertà di espressione e opinione, la stessa si declina solo ed esclusivamente sul tema della negazione dei diritti per gli/le omosessuali. Continua a leggere

Un fulgido esempio di diseducazione

30 Apr

Una tal Sara Nervoso racconta così una scenetta occorsa fra i suoi due figli (presumo):

‘Succede oggi, ma proprio oggi, che il mio tenero numero due, durante uno dei discorsi con il mio
saggio numero uno, dica dolcemente: “e sai chi mi sposo io? Il mio papà!”.

La risposta arriva netta nel giro di due secondi: “Ma no! Sei uno sciocchino! Non si può! Si devono sposare un maschio e una femmina, se no non possono arrivare i bambini!”. Io ascolto interessata, in camera con loro (lo faccio sempre perché quei due mi danno un sacco di lezioni), e penso che il ragazzo se la sia cavata egregiamente. Il numero uno però, sempre alla ricerca di conferme, corre da me e mi chiede: “Mamma è vero?”.
Per un attimo mi immagino portavoce della risposta del nostro tempo:” Beh, non è
necessariamente così, tu semplifichi troppo le cose, e dietro la tua ingenua affermazione si cela una strisciante e pericolosa omofobia.

A volte due uomini, o due donne, possono sposarsi e, per quanto riguarda i bambini, possono trovare vie traverse per averne comunque”. Poi la mia risposta, sollecitata dall’impaziente saggio bimbo, arriva. “Sì, è vero”.’

Be’ lo devo dire, al blog della Costanza non riesco a resistere, mi dico di lasciar perdere, ma è più forte di me. Ci scrivono talmente tanti esemplari da manuale che sembrano perfino inventati.

La Nervoso ha fatto il ritratto di una scenetta di una tristezza infinita, in cui con due parole ha negato la complessità delle interazioni umane, ha tolto al suo piccoletto la possibilità di scorgere un pezzo di realtà che non immaginava. Ma so già che per costoro il solo nominare una realtà altra dalla loro è di per sé infettivo. Immagino che la Nervoso abbia pensato che se confermava al piccoletto l’esistenza dell’omosessualità, le cresceva un figlio gay.

Però mi chiedo: e se crescendo scoprisse davvero di essere omosessuale comunque?

Davvero convinta la Nervoso di aver fatto un servizio utile al figlio?

Si chiede mai lei e la sua compagnia briscola chi protegge il bambino queer?

Oppure preferisce che da adolescente tenga in mano uno striscione con su scritto “Maschi selvatici! Non checche isteriche”?

 

Il contagio delle mozioni impresentabili

14 Apr

Nel marzo 2014 è arrivata in Consiglio comunale a Trento una mozione del Giugno 2013 presentata dal consigliere Claudio Cia intitolata “Save the Children. I diritti dei bambini non sono quelli della coppie gay” (la trovate in fondo a questo post) il cui scopo è il seguente: il comune di Trento avrebbe dovuto operare una sorta di censimento delle famiglie omogenitoriali presenti sul territorio e far intervenire i servizi sociali i quali, accertata la mancanza di una figura paterna o materna, avrebbero dovuto allontanare i minori dal loro nucleo familiare.
Le motivazioni per una proposta tanto criminale è il solito guazzabuglio di pregiudizi ormai anacronistici mischiato all’odio per il/la divers* con cui talun* non riescono proprio a fare i conti e, in luogo di andare a sbrogliarsela con un buon psicoterapeuta, infestano la società civile come moderni S. Paoli che vogliono ridurre tutti alle tenebre della mente nelle quali vivono loro.
Fin qui nulla di nuovo, l’incontro-scontro con questi integralisti della morale tutta loro che vorrebbero tanto fosse anche la tua e si indispettiscono da morire se gli dici no grazie, è all’ordine del giorno.
Inedito e inaudito è che a una proposta del genere sia stato permesso di varcare le porte di un consiglio comunale e con ciò gli sia stata data la dignità di essere qualcosa su cui discutere.

Ci sarà pure un limite a ciò che una collettività può o non può decidere sulla pelle degli altri o no? Intendiamoci la mozione è stata respinta solo perché il consiglio è in parte vagamente illuminato, ma cosa sarebbe successo se lo fosse stato meno? Continua a leggere

Toccafondi, un nome una garanzia.

25 Mar

Chi è costui?
Gabriele Toccafondi (nomina sunt consequentia rerum) è sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, anche se la prima cosa che gli fa curriculum è essere papà di Niccolò e Caterina (una cosa normale, lo facciamo tutti no? Io ad esempio se devo mandare un curriculum all’Unipol, la prima cosa che scrivo è che porto il 40, però poi dipende dalla marca).

Proseguendo nella lettura apprendiamo che “nel corso dei cinque anni (della XVI legislatura, ndr)  si è impegnato in modo particolare per la libertà di educazione, sia per la scuola statale che per la scuola pubblica non statale, per le imprese e per il Non Profit”.

Meraviglioso!, penso. Eccone uno che sta in un Ministero in cui le battaglie per la libertà sono essenziali.

Ma la frase è insidiosetta, e allora scopro che la libertà di educazione si riferisce alle scuole paritarie, cioè alle scuole private, cioè insomma alle scuole cattoliche (!), dicendo che “sulle scuole paritarie occorre portare avanti, oggi più che mai, una battaglia di realismo, una battaglia culturale contro i pregiudizi. Bisogna rottamare l’ideologia, perché anche il nostro Paese veda una effettiva parità tra gli istituti statali e quelli non statali: entrambi fanno parte di un unico sistema, quello dell’istruzione pubblica”.

Insomma Toccafondi è maestro di mistificazione e si è egregiamente impadronito del linguaggio, dei termini e dei discorsi storicamente svillupati per sostenere l’esatto contrario delle sue tesi. Ed è perciò doppiamente pericoloso, perchè confonde e intorpidisce acque altrimenti limpide.

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Manichini in piedi, persone a terra (le Sentinelle in piedi a Trento).

4 Mar

In questi giorni si parla sempre più spesso delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.
I sostenitori di questo movimento, derivato da quello francese che si è opposto alla legalizzazione del matrimonio fra omosessuali e che “denuncia le leggi che distruggono l’Uomo e la Civiltà”, si definiscono apartitici e aconfessionali.
Sul aconfessionali ci credo perché la religione italica dominate è il cristianesimo che mi pare predichi la fratellanza, il dialogo e l’amore universale. Le Sentinelle invece non sopportano che gay, lesbiche e trans pretendano di vivere una vita sicura e felice, e questo è molto poco cristiano.
Pare infatti che le Sentinelle siano insorte la prima volta per protestare contro la legge anti-omofobia proposta da Scalfarotto. Non dovevano poi preoccuparsi più di tanto: siamo in Italia, ospitiamo il Vaticano (che a capo ci sia Ratzinger o Bergoglio non cambia una virgola), era ovvio che ne sarebbe uscita una leggina pasticciata che di fatto non conta nulla.
Poi, visto lo scampato pericolo di avere uno stato dotato di una seria legge contro l’omofobia, le Sentinelle si sono occupate di difendere la famiglia tradizionale. Ecco, qui un sospettuccio sul apartitico, visitando la loro pagina internet, mi è venuto, perché mi ricorda qualcosa, ma non so cosa…

Ad ogni modo, fatta questa breve premessa mi preme darvi conto di una contromossa, secondo me geniale, delle associazioni lgbt di Trento alla manifestazione delle Sentinelle in Piedi.
Le Sentinelle in piedi con il Libro del Giusto e dell’Ingiusto in mano e davanti i loro bersagli che infatti cadono a terra colpiti da quello che costoro rappresentano: “uno schiaffo in piena faccia (…) persone cadute sotto il peso di un insulto, inciampate nella legge che li esclude, uomini e donne con le gambe stanche di scappare”.

http://video.gelocal.it/trentinocorrierealpi/locale/a-terra-davanti-alle-sentinelle-in-piedi/25377/25428

Togliere i/le figli/e alle coppie omogenitoriali. In discussione al Consiglio Comunale di Trento.

27 Feb

Allego in fondo il documento firmato da Claudio Cia per illustrare uno dei punti dell’ordine del giorno che doveva essere discusso il 26 Febbraio in Consiglio Comunale a Trento.

Ma la discussione è slittata al prossimo consiglio, per cui c’è ancora tempo per protestare.

Un documento mirabile per la potenza con cui condensa tutto il meglio delle stronzate che si possono pensare sull’argomento.

Ci si lamenta per la “ambiguità volutamente cercata” nella definizione di famiglia che apre così il campo a “rampanti tipologie di unioni che avanzano: unioni gay, ecc” (non voglio nemmeno chiedermi cosa si cela dietro quel ecc). Subito dopo si afferma che “la famiglia esiste perché a darle un volto è l’unione fra un uomo e una donna aperti alla vita” e che questa è l’unica vera famiglia che esista, il resto sono “forzature che impoveriscono tutti”, “provocazioni di una minoranza di attivisti” che con il “ricatto dell’omofobia inibiscono il pensiero”.

Sì perché a non opporsi al relativismo imperante nella società, quella cosa cioè che si confronta e dialoga con i diversi punti di vista, si corre addirittura il rischio di far passare “l’idea che non c’è alcuna differenza fra omosessualità e eterosessualità, ma che si tratta di una naturale variabile che scaturisce da una pura scelta sessuale”. Continua a leggere

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