Tag Archives: pride

Post Pride

11 Lug

Non so voi, ma quando vado a una manifestazione, non ci vado perché mi annoio/non ho altro da fare/sono appena stata dall’estetista e voglio che tutti vedano quanto sono glabra/mi va di fare due passi in centro in compagnia ma mi hanno dato buca le mie amiche e so che c’è tanta gente. Ci vado perché condivido ciò per cui si manifesta. Se vado a un Pride devo sapere cosa significa. Così come se sciopero quattro ore di venerdì pomeriggio devo sapere che mi sto solo allungando il fine settimana e non mi sto certo opponendo a nessuna metafisica dello sfruttamento salariato.

Le cose che seguono le scrivo perché sono stufa di sentire che il Pride non deve essere una manifestazione politica (sveglia gente!, qualunque occupazione organizzata dello spazio pubblico è una manifestazione politica) e per quello che è successo sotto al palco del pride di Bologna, in cui un paio di persone si sono messe a contestare un migrante durante il suo discorso (potete vedete il video qui più o meno dal minuto 2.30).

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Per quest’anno non cambiare stesso pride stessa polemica

1 Lug

Sono ormai tre anni che ripubblico un testo scritto per una rubrica di un quotidiano on line di Ferrara (estense.com) in cui mi rivolgevo idealmente a una platea eterosessuale e cercavo di dire che cosa significa il pride, poiché capita che chi è dentro alle cose rischia di dare per scontate cose che non lo sono. Quest’anno però voglio aggiungere una nota che è questa: le polemiche su come e cosa deve o dovrebbe essere il pride, lungi dallo scemare, hanno ripreso vigore, e l’hanno fatto all’interno del popolo lgbt. Non so se è solo una mia sensazione, ma il numero di interventi che ho visto, sentito e letto questo Giugno con le note obiezioni al pride, sono in netto aumento. Le motivazioni, alla fin fine, ruotano attorno al concetto di decoro e, più sotto ancora, al quello di normalizzazione. So benissimo che quello che per brevità ho chiamato popolo lgbt ospita e si compone di moltissime anime che sono giustamente o ingiustamente in conflitto su questo o su quello. Una cosa però mi pare la più triste e insieme la più pericolosa, o forse solo quella più al passo coi tempi: le culture dominanti ci stanno erodendo a poco poco lo spazio di un agire collettivo, di una rappresentanza pubblica e plurale, ci stanno erodendo la capacità di resistenza pubblica e collettiva. Continua a leggere

Proud to be Pride.

13 Giu

Credo che siano passati ormai quasi quindici anni. Aiutai un gruppo di donne a organizzare un convegno e loro per ricompensarmi mi fecero andare tre giorni a Prato a partecipare a un laboratorio interculturale. E’ stata una delle forme di pagamento migliori che io abbia mai ricevuto, non solo perché ricordo molto bene alcune delle cose che lì ho vissuto, e il loro significato preciso e profondo, ma anche perché fu una esperienza di vera condivisione fra estranee, che poi estranee non furono più.

C’erano studiose, professoresse universitarie, letterate, storiche. Gente che sapeva dire bene le cose che pensava (il segreto è tutto qui: usare le parole giuste nelle giuste frasi e nelle giusta sequenza nell’esprimere ciò che si pensa). Una di loro in un suo intevento ci invitò, noi che eravano così giovani, a riflettere sull’identità, ovvero ci disse che poteva essere smontata, decostruita, abbandonata. Continua a leggere

Giugno, andiamo. E’ tempo di gay pride.

9 Giu

Articolo di oggi, scritto per estense.com:

http://www.estense.com/?p=466318

 

Sentinelle in piedi a Ferrara

24 Giu

Bene!, qualche ferrarese deve aver sentito il bisogno di portare le “Sentinelle in Piedi” anche nella mia città di adozione, dove mi auguro vivamente che passeranno sotto silenzio. Certo, saranno nella piazza centrale della città alle sei del sabato pomeriggio, qualcuno le noterà pure, ma forse si chiederà se sta vedendo un’iniziativa di invito alla lettura o a una performance di teatro sperimentale. Che altro senso dare sennò a un gruppetto di persone in piedi, distante due metri una dall’altra, che per un’ora stanno immobili con un libro in mano?

A leggere le scarne notizie contenute nel loro sito, si apprende che le Sentinelle si autodefiniscono apolitiche e apartitiche. Può darsi che queste signore e questi signori non abbiano in tasca la tessera di qualche partito, ma di sicuro conducono una battaglia, tutta ideologica, contro le rivendicazioni dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans. Perché se è vero che il senso della loro messinscena sarebbe quello di vegliare sulla libertà di espressione e opinione, la stessa si declina solo ed esclusivamente sul tema della negazione dei diritti per gli/le omosessuali. Continua a leggere

Le cose cambiano

23 Mag

Oltre a essere il titolo di questo libro che consiglio di leggere, (e che se fosse per me farei girare nelle scuole altro che mazzucco, mazzantini e serbelloni vien dal mare) è anche un progetto nato in america e trapiantato poi anche in Italia.

Nel 2010 negli States nel giro di pochi mesi si suicidarono 5 ragazzi gay.

Questo ha spinto Dan Savage e Terry Miller a registrare una sorta di videomesaggio in cui raccontare la propria esperienza di vita in quanto omosessuali, delle difficoltà incontrare, degli ostacoli affontati, nella lodevole e condivisibile ottica che raccontare la propria esperienza dà forza e coraggio a chi crede che non sarà mai in grado di affrontare le medesime avversità.

Un modo insomma di dire “se ce l’ho fatta io ce la puoi fare anche tu”, ma soprattutto un’esortazione a chiedere aiuto, a parlare con qualcuno perché potrebbe salvarti la vita.

Diversa è stata la risonanza che l’iniziativa ha avuto negli Stati Uniti e in Italia, of course. Continua a leggere

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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