Tag Archives: diritti

Post Orgasmic Chill

12 Mag

Non saprei come tradurlo esattamente, ma direi che è quella calma inane che segue un gran eccitamento, o, per dirla in maniera più poetica, la quiete dopo la tempesta. E’ quello che ho provato quando ieri ho aperto la Repubblica on line e ho scoperto che non erano nemmeno le quattro e la fiducia era già stata votata. Significava che il ddl Cirinnà sarebbe diventato legge di lì a poco.

Ebbene non ho sentito niente muoversi nei miei pensieri. Ho appreso la notizia con lo stesso interesse e entusiasmo con cui si apprendono le previsioni del tempo in Novembre: l’estate è un ricordo, i colori d’incendio d’autunno svaporano nelle umide nebbie, ma non è ancora inverno e tanto meno c’è la neve. Continua a leggere

Squadristi su Marte

15 Gen

Dopo il mal di pancia ecco il colpo di reni. Prima il mal di pancia causato a senatori e deputati PD dalla possibilità d’adozione del genitore non biologico all’interno di una coppia, poi l’indignato colpo di reni che li ha fatti urlare allo squadrismo quando qualcuno ha reso nota la loro posizione.

Il fatto: gay.it pubblica i nomi dei senatori PD contrari alla stepchild adoption che è, a parere di chi scrive, l’unico vero provvedimento degno di nota dell’intero ddl Cirinnà. Un ddl che sottolinea in apertura, all’art. 1, quanto la popolazione lgbt sia diversa, radicalmente e per statuto, degli eterosessuali portatori di una sessualità straitgh e procreativa che, per statuto, sono persone più persone degli omosessuali (lo so sembra una dichiarazione di Gasparri, ma confido che mi abbiate capito).

Qual è lo scopo dell’operazione di gay.it? Lo scopo è di indurre il maggior numero di persone possibile a scrivere a uno o più di questi signori e signore e chiedere: perché?

Perché negare realtà a situazioni che nelle vita vera sono già attuali e non da ieri, ma da anni? Continua a leggere

Gay si nasce o si diventa?

9 Gen

L’espresso la chiama “guerra culturale” e con ciò ha belle che incasellato l’ennesima notizia definita pro-gay, e chissà chi tiene aggiornato il libro mastro delle entrare e delle uscite nell’iperuranica partita con in palio una fantomatica influenza sull’Opinione Pubblica.

Questo mese? Come siamo andati? Quante testimonianze di madri surrogate, quante testimonianze di figli allevati da due uomini e da due donne, quante foto di pestaggi omofobici con labbra gonfie e occhi chiusi siamo riusciti a sparare nell’etere e impregnare nella cellulosa? Continua a leggere

La lunga (retro)marcia delle unioni civili

12 Ott

Il Olanda l’accesso ai matrimoni (“matrimoni” non “unioni civili”, proprio matrimoni) alle persone omosessuali è del 2001 cioè 14 anni fa (sì anni, non mesi, proprio anni). Tre lustri forse non sono sufficienti per vedersi avverare la profezia della fine della specie umana, come paventato da tutt* coloro che osteggiano il matrimonio gay, ma per ora l’Olanda esiste ancora, e, incredibile dictu, c’è ancora la cosiddetta “famiglia tradizionale”.

Nel 2002, sull’onda dell’entusiasmo per l’approvazione dei Pacs in Francia, Franco Grillini deposita la sua proposta di legge, una proposta che, a leggere quelle venute dopo,  è un vero faro nella notte perché almeno nel suo primo articolo ci sono parole come “coppia”, “vita in comune”, “diritto”, “dignità sociale”, “realizzazione personale”.

Nel 2007, dopo aver letto, immagino con orrore, la proposta della deputata De Simone del 2006 che in buona sostanza equiparava le unioni civili ai matrimoni, Bindi e Pollastrini si misero al lavoro e, dopo una stremante spremitura di meningi, presentarono i Di.Co., disegno di legge che prevedeva quell’affascinante iter secondo cui una delle due parti doveva notificare all’altra, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, di aver dichiarato all’anagrafe del comune in cui risiede che convive proprio con lui/lei. Continua a leggere

Giugno, andiamo. E’ tempo di gay pride.

9 Giu

Articolo di oggi, scritto per estense.com:

http://www.estense.com/?p=466318

 

Un livido silenzio è sceso su Verona

29 Lug

Uso la frase che Shakespeare usò per commentare la triste storia di Romeo e Giulietta, per commentare un’altra triste storia avvenuta nella città scaligera negli ultimi tempi.

Il 23 luglio 2014 è stata approvata una mozione presentata da Zelger (il testo integrale lo trovate in fondo al post) che ricorda molto da vicino, per lo meno nelle premesse, quella presentata  a Trento di cui ho parlato da questo blog qualche mese fa. Devono aver fatto, ‘sti relatori qua che presentano mozioni sull’argomento omosessualità, mezza giornata di lezione dai Giuristi per la Vita perché usano tutti gli stessi riferimenti e le stesse mistificazioni. Purtroppo questa volta la mozione è stata approvata e per fortuna non proponeva quella cosa folle e indicibilmente crudele di togliere i figli alle coppie omosessuali, ma invita il comune a “vigilare” su cosa viene proposto come educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole. E perché? Ma perché potrebbe essere in contrasto con le convinzioni morali e religiose dei genitori. Continua a leggere

Sentinelle in piedi a Ferrara

24 Giu

Bene!, qualche ferrarese deve aver sentito il bisogno di portare le “Sentinelle in Piedi” anche nella mia città di adozione, dove mi auguro vivamente che passeranno sotto silenzio. Certo, saranno nella piazza centrale della città alle sei del sabato pomeriggio, qualcuno le noterà pure, ma forse si chiederà se sta vedendo un’iniziativa di invito alla lettura o a una performance di teatro sperimentale. Che altro senso dare sennò a un gruppetto di persone in piedi, distante due metri una dall’altra, che per un’ora stanno immobili con un libro in mano?

A leggere le scarne notizie contenute nel loro sito, si apprende che le Sentinelle si autodefiniscono apolitiche e apartitiche. Può darsi che queste signore e questi signori non abbiano in tasca la tessera di qualche partito, ma di sicuro conducono una battaglia, tutta ideologica, contro le rivendicazioni dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans. Perché se è vero che il senso della loro messinscena sarebbe quello di vegliare sulla libertà di espressione e opinione, la stessa si declina solo ed esclusivamente sul tema della negazione dei diritti per gli/le omosessuali. Continua a leggere

Le cose cambiano

23 Mag

Oltre a essere il titolo di questo libro che consiglio di leggere, (e che se fosse per me farei girare nelle scuole altro che mazzucco, mazzantini e serbelloni vien dal mare) è anche un progetto nato in america e trapiantato poi anche in Italia.

Nel 2010 negli States nel giro di pochi mesi si suicidarono 5 ragazzi gay.

Questo ha spinto Dan Savage e Terry Miller a registrare una sorta di videomesaggio in cui raccontare la propria esperienza di vita in quanto omosessuali, delle difficoltà incontrare, degli ostacoli affontati, nella lodevole e condivisibile ottica che raccontare la propria esperienza dà forza e coraggio a chi crede che non sarà mai in grado di affrontare le medesime avversità.

Un modo insomma di dire “se ce l’ho fatta io ce la puoi fare anche tu”, ma soprattutto un’esortazione a chiedere aiuto, a parlare con qualcuno perché potrebbe salvarti la vita.

Diversa è stata la risonanza che l’iniziativa ha avuto negli Stati Uniti e in Italia, of course. Continua a leggere

Il contagio delle mozioni impresentabili

14 Apr

Nel marzo 2014 è arrivata in Consiglio comunale a Trento una mozione del Giugno 2013 presentata dal consigliere Claudio Cia intitolata “Save the Children. I diritti dei bambini non sono quelli della coppie gay” (la trovate in fondo a questo post) il cui scopo è il seguente: il comune di Trento avrebbe dovuto operare una sorta di censimento delle famiglie omogenitoriali presenti sul territorio e far intervenire i servizi sociali i quali, accertata la mancanza di una figura paterna o materna, avrebbero dovuto allontanare i minori dal loro nucleo familiare.
Le motivazioni per una proposta tanto criminale è il solito guazzabuglio di pregiudizi ormai anacronistici mischiato all’odio per il/la divers* con cui talun* non riescono proprio a fare i conti e, in luogo di andare a sbrogliarsela con un buon psicoterapeuta, infestano la società civile come moderni S. Paoli che vogliono ridurre tutti alle tenebre della mente nelle quali vivono loro.
Fin qui nulla di nuovo, l’incontro-scontro con questi integralisti della morale tutta loro che vorrebbero tanto fosse anche la tua e si indispettiscono da morire se gli dici no grazie, è all’ordine del giorno.
Inedito e inaudito è che a una proposta del genere sia stato permesso di varcare le porte di un consiglio comunale e con ciò gli sia stata data la dignità di essere qualcosa su cui discutere.

Ci sarà pure un limite a ciò che una collettività può o non può decidere sulla pelle degli altri o no? Intendiamoci la mozione è stata respinta solo perché il consiglio è in parte vagamente illuminato, ma cosa sarebbe successo se lo fosse stato meno? Continua a leggere

Alfabeto del Cattolico Mistificatore

2 Apr

Da quando frequento la piattaforma WordPress ho fatto la conoscenza di tal Costanza Miriano e del suo blog che, se la memoria non mi inganna, è ogni giorno nella top ten dei blog più visitati. Stavo meglio quando non sapevo chi era, ma devo dire che un qualche spunto lo si può ricavare da lei e dai simpaticoni dei suoi amici. Come questo delizioso elenchino che “Autori vari” ha stilato.

Molto modestamente ne propongo uno anche io, e lo intitolerò:

“ALFABETO DEL CATTOLICO MISTIFICATORE”

A come anticlericale: termine da usare per squalificare ogni tentativo sensato di ragionare sulla bioetica; A come aborto: pratica a cui essere sempre e comunque contro con il necessario corollario che le donne sono assassine.

B come Bene Supremo: in nome del quale si può ricorrere alla costrizione sugli altri (vedi alla voce teorie riparative).

C come cattolico: specie al potere sebbene sempre meno numerosa e rappresentativa; vale anche come sigillo di rettitudine morale (vedi Berlusconi, Formigoni e giù giù fino al marito della Mussolini).

D come Donna: intesa escusivamente come angelo del focolare; D come diritti nel senso dell’impegno profuso per negarli a chiunque non sia e non la pensi come loro.

E come eugenetica: termine da contrapporre immediatamente a chiunque pronuncia le parole “fecondazione assistita”.

F come famiglia: entità sacra e inviolabile che come valenza teologica è quasi pari alla Trinità.

G come giornata mondiale della gioventù: evento da indicare sempre  quale prova inequivocabile delle sole forze positive del futuro.

H come Ho molti amici gay (questa gliel’ho copiata pari pari): premessa perfetta per partire subito dopo con l’affondo omofobo. Continua a leggere

Adotta una bigotta (ma anche un bigotto va bene uguale)

28 Feb

Vi invito a prendere visione di questo bel manifesto, perchè in calce potete trovare la lista da cui attingere il/la vostr* bigott*. Si potrebbe fare così: chiedere a un/una qualsiasi di loro se una volta alla settimana sono dispost* a confrontarsi con un/una laic*. Diciamo che ne dubito poiché ho già potuto notare come i/le Moralist* non amino essere contraddetti, ma si può tentare.

Riporto il passaggio che ritengo più significativo:

‘E invece, significa qualcosa che oggi l’Europa non ha quasi altra fede e  speranza se non nei cosiddetti “nuovi diritti”? Non c’è caso di relazioni con  altri popoli – ad esempio con paesi dell’Est che chiedono di associarsi  all’Unione Europea o paesi del terzo mondo che bussano all’Europa per gli aiuti  umanitari – in cui diplomazie e Ong europee non si presentino al tavolo  negoziale con la premessa che partnership e aiuti sono “condizionati” all’adozione, da parte degli interlocutori, di questa agenda di “nuovi diritti”. Quali? A quale “fede” e quale “speranza” alludono questi “diritti”?

La fede e la speranza nella diffusione a livello di massa dell’aborto e dei  preservativi come “diritti riproduttivi”. Fede e speranza nel matrimonio e nelle  adozioni gay come “diritti umani”. Fede e speranza nella “buona morte” e  nell’eugenetica come “diritti individuali”. Fede e speranza nel muto avanzare di  generati da A e B, madri e padri surrogati, i cui nomi non si dovranno mai  pronunciare, figli di “donatori biologici”, ragazzi che a un certo punto della  loro vita scopriranno l’assenza di volto umano nella propria storia. Fede e  speranza nella cosiddetta “teoria del gender”, nell’indistinto piuttosto che  nell’evidente, nel neutro piuttosto che nel reale, nella negazione della  differenza sessuale, degli ascendenti e dei discendenti, del maschio e della  femmina, della madre e del padre. Fede e speranza nella grande illusione secondo  cui l’uomo è padrone del suo destino’

Si insomma è un lavoro duro quello dei laici, ma qualcuno lo dovrà pur fare!

La strumentalizzazione delle cosiddette favole gay

10 Feb

Camilla Seibezzi (consigliera al Comune di Venezia) è di nuovo nell’occhio del ciclone. La prima volta ci è finita per la proposta di sostituire “padre” e “madre” con il neutro “genitore” nei moduli scolastici che ha sollevato uno scandalo che solo chi è in malafede poteva pensare di sollevare.
Ma certamente mai come questa volta in cui i soliti mistificatori, Guardiani Della Vera e Assoluta Mo-ra-li-tà, si sono immedesimati talmente tanto nelle balle che raccontano da crederci, come delle prefiche urlanti su un cadavere che dimenticano di non conoscere.
E così un certo numero di persone, guarda caso molte con la corona del rosario in tasca e il crocifisso in mano, si è stracciato le vesti e strappato i capelli vedendo in una davvero graziosa raccolta (che verrà distribuita presso le scuole per l’infanzia veneziane col progetto “Leggere senza pregiudizi”)  che contiene cose come quelle che si possono vedere qui e di sicuro non cose come quelle che si vedono qui (ma bisogna pur attirare l’attenzione con immagini fuorvianti), l’annuncio dell’apocalisse e l’avvento del Regno di Satana.
La vera verità è che nel libro sono contenute una varietà emozionante di storie e narrazioni in cui tutt* e dico tutt* si possono identificare. Il ché non è poco.
C’è ad esempio la storia di una bambina down, la storia di una famiglia allargata dove la mamma ha un nuovo compagno, la storia di un bambino con i genitori separati che divide il suo tempo fra un* e l’altr*, la storia di un cagnolino che vuole diventare una ballerina (di una tenerezza assoluta) e anche, perché mai no, la storia di bambini con due mamme o due papà. Che piaccia o no le famiglie omogenitoriali esistono, e non da ieri, perciò qualcuno di questi Cavalieri della Verità Assoluta può per favore spiegare a un bambino qualunque che la sua storia e la sua esperienza non sono, secondo lui, degne di essere rappresentate? Che loro ritengono che la vita che vivono debba essere semplicemente obliterata, nel migliore dei casi, quando non demonizzata?

Caro Letta un consiglio: a Sochi non una parola sui diritti lgbt.

6 Feb

Rischieresti quella che da me si dice “figura da chiodi”.

La metà dell’opera l’hai già fatta accettando di andare all’inagurazione e hai fatto bene perché avresti dovuto non andarci? Rappresenti una nazione che non è propriamente all’avanguardia su questi temi, perciò sei in ottima compagnia. Però ora ti prego non rovinare tutto, non fare una di quelle solite cose da italiani mai capaci di essere coerenti del tutto.

Quindi non una parola sui diritti lgbt, fai un sorriso, glissa elegantemente e parla del tempo magari.

Grazie.

 

I notai come la Cei.

14 Ott

Erano davvero molte notti che passavo insonni interrogandomi sul come mai da almeno una settimana nessuno più sentiva la necessità di mettere il becco su questioni dette “eticamente sensibili”.

Ringrazio perciò il Consiglio Nazionale del Notariato per avermi confortato sul fatto che niente è cambiato.

Sì perché insomma lo sentivamo davvero il bisogno di un altro documento fuffa, se si guarda nella sostanza della proposta, sulla regolamentazione delle coppie di fatto.

La proposta dei notai per l’introduzione dei “patti di convivenza”, è striminzita e asfittica poiché la regolamentazione di cui si parla per le coppie di fatto riguarda la gestione patrimoniale, in una visione privatistica, cosa che, mi pare, si possa benissimo fare anche ora andando, per l’appunto, da un notaio.

Il punto fondamentale della rivendicazione riguardo alla regolamentazione delle coppie di fatto è il loro riconoscimento pubblico con annessi e connessi. Da questo punto di vista dunque il documento redatto dal Consiglio Nazionale Del Notariato, è perfettamente inutile e non coglie, o finge di non cogliere, l’aspetto pubblicistico che viene rivendicato. In compenso però è un documento molto eloquente dal punto di vista ideologico ed è interessante è leggerlo per vedere quanta violenza appunto ideologica e moralista sia contenuta nelle due paginette di introduzione, tanto che viene da pensare a questo Consiglio come  a una sorta di succursale vaticana.

Nelle prime righe si parla di “anima cattolica della grande maggioranza degli italiani” la quale risulterebbe urtata dalla prospettiva di “ipotesi di assetto della società e dello Stato molto diverse” e che deve difendersi da una non meglio precisata “aggressione al patrimonio delle nostre esperienze storico culturali”. Di chi e a che cosa non si sa. Ma il bello arriva dopo.

Poche righe e  parte la tirata sulla Sacra Famiglia, dove si può leggere il gradevole assunto: “la pluralità di forme relazionali non elimina né mai potrebbe, la famiglia come istituto unico e insostituibile a livello sociale, fondata sull’unione affettiva e economica tra un uomo e una donna, in grado di assolvere alle funzioni cui essa è da sempre finalizzata: l’amore, la riproduzione della specie, l’educazione della prole, la reciproca assistenza economica e morale”.

Bisognerebbe far sapere a lor signori che  anche le relazioni sentimentali fra due persone dello stesso sesso sono fatte di amore, reciproca assistenza economica e morale e, udite udite, riproduzione della specie e educazione della prole. Le famiglie omogenitoriali sono una realtà di fatto da molto tempo, piaccia o non piaccia. È la realtà, Signori. Donne e uomini si riproducono indipendentemente da chi hanno scelto di amare. Ora, non vorrei che qualche notaio fosse caduto dalla sedia.

In ogni caso le due paginette sono un gustoso contorcimento, su cui ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è da piangere, per escludere l’accesso ai diritti alle coppie di fatto, e insieme, tentare di estromettere dal concetto stesso di “coppia di fatto” quella costituita da partner dello stesso sesso, come esemplificato dalla sentenza: “Non è pensabile di imporre dall’alto un modello organizzativo di convivenza a chi, avendo ripudiato l’idea di matrimonio, desideri soltanto convivere”.

Ripudiato??

Cioè, per la versione etero della coppia di fatto suona come: non ti sei voluto sposare? Questo è il castigo, ti accontenterai se proprio proprio devi avanzare qualche pretesa,  di un contrattino come quelli che si fanno fra privati quando vendi una macchina, o quando ci si co-intesta qualcosa. Versione per le coppie di fatto omosessuali: sei un uomo che sta con un uomo o una donna che sta con una donna… bè , per l’amor del cielo… fatti tuoi, non ce li venire a raccontare!

La chiusura di questa penosa introduzione è mirabolante: facendo un breve excursus sullo scenario europeo arriviamo a leggere che  “la Spagna ha compiuto una sterzata violenta rispetto alle sue tradizioni e al comune sentimento del suo popolo consentendo addirittura il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, con la possibilità dell’adozione congiunta”. Ecco io questo non lo commenterei nemmeno.

Penserete che me lo sono inventato, ma vi giuro che l’ho letto qui: http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Norme%20e%20Tributi/2011/10/notaio-patti-di-convivenza-stampa_101011.pdf?

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