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Perché dovrei (dovremmo) poter adottare.

11 Set

Ultimamente mi sono sorpresa, con mia stessa sorpresa, a pensare a un tema su cui non mi sono mai soffermata: l’adozione.

La ragione principale è stata la necessità di uscire dalla polemica stantia sulla Gestazione per Altri che mi pare sempre di più un pretesto per dirsene un sacco e una sporta vicendevolmente fra pro e contrarie. Dunque una ragione pragmatica per tirare fuori il movimento femminista dalle secche di un dibattito che non è nemmeno più tale e su cui tutte abbiamo detto tutto in più occasioni, e che dice che è anche ora di farla finita e guardare a cose più sensate e magari raggiungibili. Continua a leggere

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La differenza che conta

10 Ago

Avviso ai naviganti: l’articolo che segue riguarda Arcilesbica Nazionale e quelle quattro gatte scottate e spellate che ci girano intorno (me compresa, almeno fino a quando ho la tessera). Cose davvero poco interessanti per i più, insomma, ma che scaldano il sangue a certune (me compresa).

Annus horribilis questo per l’associazione cui tanto siamo affezionate, e con giusta ragione. Come dimenticare ciò che l’associazione ha rappresentato per molte di noi? La rivendicazione di uno spazio politico, fisico, culturale che ci dava voce, visibilità, fondamento teorico, storico, che ci metteva in contatto, che faceva circolare tanta parte di cultura che non conoscevamo nemmeno. Che ci insegnava a dirci e a esserci. Continua a leggere

La libertà di discriminare.

24 Lug

Qualche sera fa discutevo con Tiziana che sarebbe poi la mia… ecco non so mai come definirla: “compagna” mi sa tanto da partito comunista russo classe 1917, “fidanzata” contiene da una parte un’accezione giovanile (e ormai non è più così) e dall’altro una promessa di matrimonio cui non aneliamo né io ne lei (tanto più che sarebbe un’unione civile e poi come dovrei chiamarla? La mia civilmente unita? Bah), “amata” fa tanto amor cortese, e siamo nel post-moderno, dio ci scampi e liberi da questi vecchiumi… comunque commentavo con Tiziana quel fatto dello stabilimento balneare a Chioggia il cui gestore si rifaceva esplicitamente ai moti, ai segni e alla simbologia fascista. Ora lei è una di pancia, intrinsecamente partigiana e antifascista, per cui la sua posizione è netta: quella è apologia di fascismo quindi è un reato. Stop. Fine del discorso. Continua a leggere

Proud to be Pride.

13 Giu

Credo che siano passati ormai quasi quindici anni. Aiutai un gruppo di donne a organizzare un convegno e loro per ricompensarmi mi fecero andare tre giorni a Prato a partecipare a un laboratorio interculturale. E’ stata una delle forme di pagamento migliori che io abbia mai ricevuto, non solo perché ricordo molto bene alcune delle cose che lì ho vissuto, e il loro significato preciso e profondo, ma anche perché fu una esperienza di vera condivisione fra estranee, che poi estranee non furono più.

C’erano studiose, professoresse universitarie, letterate, storiche. Gente che sapeva dire bene le cose che pensava (il segreto è tutto qui: usare le parole giuste nelle giuste frasi e nelle giusta sequenza nell’esprimere ciò che si pensa). Una di loro in un suo intevento ci invitò, noi che eravano così giovani, a riflettere sull’identità, ovvero ci disse che poteva essere smontata, decostruita, abbandonata. Continua a leggere

Sobriamente, 17 maggio.

16 Mag

Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia e, come tutte le ricorrenze di questo tipo, suscita emozioni contrastanti e reazioni a volte scomposte. Ma perché una giornata internazionale contro l’omofobia? C’è ancora bisogno nel 2017 di una cosa del genereeee? Naaaaaa, è che per noi ogni scusa è buona per fare festa. Anzi di più: mentre gozzovigliamo a un party, già pensiamo a quello successivo. Il 3 Giugno, ad esempio, se avete degli impegni cancellateli perché a Reggio Emilia c’è questa cosa qui (vorrei poter dire che è uno scherzo, ma non lo è): Continua a leggere

Post Orgasmic Chill

12 Mag

Non saprei come tradurlo esattamente, ma direi che è quella calma inane che segue un gran eccitamento, o, per dirla in maniera più poetica, la quiete dopo la tempesta. E’ quello che ho provato quando ieri ho aperto la Repubblica on line e ho scoperto che non erano nemmeno le quattro e la fiducia era già stata votata. Significava che il ddl Cirinnà sarebbe diventato legge di lì a poco.

Ebbene non ho sentito niente muoversi nei miei pensieri. Ho appreso la notizia con lo stesso interesse e entusiasmo con cui si apprendono le previsioni del tempo in Novembre: l’estate è un ricordo, i colori d’incendio d’autunno svaporano nelle umide nebbie, ma non è ancora inverno e tanto meno c’è la neve. Continua a leggere

Nasce il Partito a 5 stelle (a balzi di canguro)

17 Feb

Se non fosse che sono venti anni che i partiti italiani usano i nostri diritti per farsi dispetti a vicenda, ci sarebbe da rimanere di stucco nell’assistere alla kermesse teatrale che sta andando in scena da qualche settimana in parlamento a proposito delle unioni civili.

Niente di nuovo sotto al sole, abbiamo solo aggiunto alla lista dei partiti che si fanno i comodi propri sulla pelle delle persone, il defunto movimento 5 stelle, rinato dalle sue ceneri come un sano e robusto nuovo Partito con contorno di calcoli elettorali, contorsionismi verbali, affermazioni e smentite, interpretazioni di fantasia, dichiarazioni dettate dall’opportunità, e così via. Se poi la popolazione lgbt di questo paese attende da lustri e lustri una legge che li renda finalmente cittadini a pieno titolo, ma chi se ne frega! Continua a leggere

Squadristi su Marte

15 Gen

Dopo il mal di pancia ecco il colpo di reni. Prima il mal di pancia causato a senatori e deputati PD dalla possibilità d’adozione del genitore non biologico all’interno di una coppia, poi l’indignato colpo di reni che li ha fatti urlare allo squadrismo quando qualcuno ha reso nota la loro posizione.

Il fatto: gay.it pubblica i nomi dei senatori PD contrari alla stepchild adoption che è, a parere di chi scrive, l’unico vero provvedimento degno di nota dell’intero ddl Cirinnà. Un ddl che sottolinea in apertura, all’art. 1, quanto la popolazione lgbt sia diversa, radicalmente e per statuto, degli eterosessuali portatori di una sessualità straitgh e procreativa che, per statuto, sono persone più persone degli omosessuali (lo so sembra una dichiarazione di Gasparri, ma confido che mi abbiate capito).

Qual è lo scopo dell’operazione di gay.it? Lo scopo è di indurre il maggior numero di persone possibile a scrivere a uno o più di questi signori e signore e chiedere: perché?

Perché negare realtà a situazioni che nelle vita vera sono già attuali e non da ieri, ma da anni? Continua a leggere

Gay si nasce o si diventa?

9 Gen

L’espresso la chiama “guerra culturale” e con ciò ha belle che incasellato l’ennesima notizia definita pro-gay, e chissà chi tiene aggiornato il libro mastro delle entrare e delle uscite nell’iperuranica partita con in palio una fantomatica influenza sull’Opinione Pubblica.

Questo mese? Come siamo andati? Quante testimonianze di madri surrogate, quante testimonianze di figli allevati da due uomini e da due donne, quante foto di pestaggi omofobici con labbra gonfie e occhi chiusi siamo riusciti a sparare nell’etere e impregnare nella cellulosa? Continua a leggere

La lunga (retro)marcia delle unioni civili

12 Ott

Il Olanda l’accesso ai matrimoni (“matrimoni” non “unioni civili”, proprio matrimoni) alle persone omosessuali è del 2001 cioè 14 anni fa (sì anni, non mesi, proprio anni). Tre lustri forse non sono sufficienti per vedersi avverare la profezia della fine della specie umana, come paventato da tutt* coloro che osteggiano il matrimonio gay, ma per ora l’Olanda esiste ancora, e, incredibile dictu, c’è ancora la cosiddetta “famiglia tradizionale”.

Nel 2002, sull’onda dell’entusiasmo per l’approvazione dei Pacs in Francia, Franco Grillini deposita la sua proposta di legge, una proposta che, a leggere quelle venute dopo,  è un vero faro nella notte perché almeno nel suo primo articolo ci sono parole come “coppia”, “vita in comune”, “diritto”, “dignità sociale”, “realizzazione personale”.

Nel 2007, dopo aver letto, immagino con orrore, la proposta della deputata De Simone del 2006 che in buona sostanza equiparava le unioni civili ai matrimoni, Bindi e Pollastrini si misero al lavoro e, dopo una stremante spremitura di meningi, presentarono i Di.Co., disegno di legge che prevedeva quell’affascinante iter secondo cui una delle due parti doveva notificare all’altra, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, di aver dichiarato all’anagrafe del comune in cui risiede che convive proprio con lui/lei. Continua a leggere

La sessualità come fatto privato?

24 Feb

Non so dire il numero delle volte che ho sentito frasi tipo: “Ah io non ho niente contro gli omosessuali, ognuno a casa sua è libero di fare ciò che vuole”.

Il necessario corollario di quelli che fanno questo genere di affermazioni è che la sessualità è un fatto privato (fra l’altro era anche il corollario della pubblicità, definita con molto coraggio, progresso fatta dall’allora ministra Carfagna, che in definitiva invitava le persone omosessuali a non svelarsi). Peccato che invece l’eterosessualità sia forse il fatto più pubblico della storia. Che dire infatti dell’enorme investitura sociale, giuridica e politica basata sul matrimonio eterosessuale? A partire dalla celebrazione delle nozze fatta davanti a tutti i parenti, perfino alla prozia di cento anni che si regge in piedi a stento, passando per il rito civile (un fatto che più pubblico non si può, tant’è che viene “pubblicato” nell’albo del comune), fino alle tutele e garanzie non solo di origine legale, ma anche di ordine culturale e sociale (“moglie” o “marito” a me paiono più status sociali, che descrizioni di un pegno d’amore romantico). Sul matrimonio ogni individuo ha la sua idea. C’è a chi non piace, c’è chi lo sogna, c’è chi lo trova superato, c’è chi lo abolirebbe per tutt*. Però, cè un però. Un/una eterosessuale può scegliere se sposarsi o no, un/una omosessale questa scelta non ce l’ha. E allora o i diritti sono per tutt*, oppure c’è una falla nella democrazia, quella cosa per cui ogni cittadin* ha pari diritti e dignità davanti allo stato. La logica non mi pare lasci scampo.

Strategie di disinnesco delle Sentinelle in piedi (e poi non ne parlo più)

8 Ott

Ha ragione Selvaggia Lucarelli a dire che le Sentinelle in Piedi, non sono una associazione ma sono un metodo, che a volersi rifare al suo significato minimo potremmo definire come la “via per giungere a un determinato luogo o scopo”.

E qual è lo scopo?

Ce ne è uno dichiarato dalle Signore Sentinelle stesse ed è quello di impedire l’approvazione del DDL Scalfarotto, ovvero la legge sull’omofobia (che, ribadisco, è così brutta e insulsa che mi auguro anche io con tutto il cuore che venga cestinata per scriverne una di seria) e la difesa del “diritto di opinione”, dove pare che di opinioni le Signore Sentinelle ne abbiano una sola, ovvero che qualunque altra forma di famiglia che non sia un uomo con una donna possibilmente con primo figlio maschio e seconda figlia femmina, non deve nemmeno essere nominata pena la blasfemia e debba dunque essere negata nella realtà e nella Storia.

E poi ce ne è uno non dichiarato, ed è il perseguimento con cieca volontà dell’obiettivo di impedire istituzionalmente, ovvero tramite lo strumento legislativo (in negativo opponendosi all’approvazione della legge sulle unioni civili o sulla legge contro l’omofobia) e in positivo proponendo documenti e mozioni tesi a ribadire la superiorità di un modello di famiglia su qualunque altro, la deviazione da una verità rivelata, l’imposizione dei dogmi anche a chi a quei dogmi non crede. In questo senso sarebbe ora di capire che questa impostazione non danneggia solo la comunità lgbt, ma tutti coloro che hanno a cuore uno stato laico. Continua a leggere

Un livido silenzio è sceso su Verona

29 Lug

Uso la frase che Shakespeare usò per commentare la triste storia di Romeo e Giulietta, per commentare un’altra triste storia avvenuta nella città scaligera negli ultimi tempi.

Il 23 luglio 2014 è stata approvata una mozione presentata da Zelger (il testo integrale lo trovate in fondo al post) che ricorda molto da vicino, per lo meno nelle premesse, quella presentata  a Trento di cui ho parlato da questo blog qualche mese fa. Devono aver fatto, ‘sti relatori qua che presentano mozioni sull’argomento omosessualità, mezza giornata di lezione dai Giuristi per la Vita perché usano tutti gli stessi riferimenti e le stesse mistificazioni. Purtroppo questa volta la mozione è stata approvata e per fortuna non proponeva quella cosa folle e indicibilmente crudele di togliere i figli alle coppie omosessuali, ma invita il comune a “vigilare” su cosa viene proposto come educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole. E perché? Ma perché potrebbe essere in contrasto con le convinzioni morali e religiose dei genitori. Continua a leggere

Sentinelle in piedi a Ferrara

24 Giu

Bene!, qualche ferrarese deve aver sentito il bisogno di portare le “Sentinelle in Piedi” anche nella mia città di adozione, dove mi auguro vivamente che passeranno sotto silenzio. Certo, saranno nella piazza centrale della città alle sei del sabato pomeriggio, qualcuno le noterà pure, ma forse si chiederà se sta vedendo un’iniziativa di invito alla lettura o a una performance di teatro sperimentale. Che altro senso dare sennò a un gruppetto di persone in piedi, distante due metri una dall’altra, che per un’ora stanno immobili con un libro in mano?

A leggere le scarne notizie contenute nel loro sito, si apprende che le Sentinelle si autodefiniscono apolitiche e apartitiche. Può darsi che queste signore e questi signori non abbiano in tasca la tessera di qualche partito, ma di sicuro conducono una battaglia, tutta ideologica, contro le rivendicazioni dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans. Perché se è vero che il senso della loro messinscena sarebbe quello di vegliare sulla libertà di espressione e opinione, la stessa si declina solo ed esclusivamente sul tema della negazione dei diritti per gli/le omosessuali. Continua a leggere

Le cose cambiano

23 Mag

Oltre a essere il titolo di questo libro che consiglio di leggere, (e che se fosse per me farei girare nelle scuole altro che mazzucco, mazzantini e serbelloni vien dal mare) è anche un progetto nato in america e trapiantato poi anche in Italia.

Nel 2010 negli States nel giro di pochi mesi si suicidarono 5 ragazzi gay.

Questo ha spinto Dan Savage e Terry Miller a registrare una sorta di videomesaggio in cui raccontare la propria esperienza di vita in quanto omosessuali, delle difficoltà incontrare, degli ostacoli affontati, nella lodevole e condivisibile ottica che raccontare la propria esperienza dà forza e coraggio a chi crede che non sarà mai in grado di affrontare le medesime avversità.

Un modo insomma di dire “se ce l’ho fatta io ce la puoi fare anche tu”, ma soprattutto un’esortazione a chiedere aiuto, a parlare con qualcuno perché potrebbe salvarti la vita.

Diversa è stata la risonanza che l’iniziativa ha avuto negli Stati Uniti e in Italia, of course. Continua a leggere

Un fulgido esempio di diseducazione

30 Apr

Una tal Sara Nervoso racconta così una scenetta occorsa fra i suoi due figli (presumo):

‘Succede oggi, ma proprio oggi, che il mio tenero numero due, durante uno dei discorsi con il mio
saggio numero uno, dica dolcemente: “e sai chi mi sposo io? Il mio papà!”.

La risposta arriva netta nel giro di due secondi: “Ma no! Sei uno sciocchino! Non si può! Si devono sposare un maschio e una femmina, se no non possono arrivare i bambini!”. Io ascolto interessata, in camera con loro (lo faccio sempre perché quei due mi danno un sacco di lezioni), e penso che il ragazzo se la sia cavata egregiamente. Il numero uno però, sempre alla ricerca di conferme, corre da me e mi chiede: “Mamma è vero?”.
Per un attimo mi immagino portavoce della risposta del nostro tempo:” Beh, non è
necessariamente così, tu semplifichi troppo le cose, e dietro la tua ingenua affermazione si cela una strisciante e pericolosa omofobia.

A volte due uomini, o due donne, possono sposarsi e, per quanto riguarda i bambini, possono trovare vie traverse per averne comunque”. Poi la mia risposta, sollecitata dall’impaziente saggio bimbo, arriva. “Sì, è vero”.’

Be’ lo devo dire, al blog della Costanza non riesco a resistere, mi dico di lasciar perdere, ma è più forte di me. Ci scrivono talmente tanti esemplari da manuale che sembrano perfino inventati.

La Nervoso ha fatto il ritratto di una scenetta di una tristezza infinita, in cui con due parole ha negato la complessità delle interazioni umane, ha tolto al suo piccoletto la possibilità di scorgere un pezzo di realtà che non immaginava. Ma so già che per costoro il solo nominare una realtà altra dalla loro è di per sé infettivo. Immagino che la Nervoso abbia pensato che se confermava al piccoletto l’esistenza dell’omosessualità, le cresceva un figlio gay.

Però mi chiedo: e se crescendo scoprisse davvero di essere omosessuale comunque?

Davvero convinta la Nervoso di aver fatto un servizio utile al figlio?

Si chiede mai lei e la sua compagnia briscola chi protegge il bambino queer?

Oppure preferisce che da adolescente tenga in mano uno striscione con su scritto “Maschi selvatici! Non checche isteriche”?

 

Il contagio delle mozioni impresentabili

14 Apr

Nel marzo 2014 è arrivata in Consiglio comunale a Trento una mozione del Giugno 2013 presentata dal consigliere Claudio Cia intitolata “Save the Children. I diritti dei bambini non sono quelli della coppie gay” (la trovate in fondo a questo post) il cui scopo è il seguente: il comune di Trento avrebbe dovuto operare una sorta di censimento delle famiglie omogenitoriali presenti sul territorio e far intervenire i servizi sociali i quali, accertata la mancanza di una figura paterna o materna, avrebbero dovuto allontanare i minori dal loro nucleo familiare.
Le motivazioni per una proposta tanto criminale è il solito guazzabuglio di pregiudizi ormai anacronistici mischiato all’odio per il/la divers* con cui talun* non riescono proprio a fare i conti e, in luogo di andare a sbrogliarsela con un buon psicoterapeuta, infestano la società civile come moderni S. Paoli che vogliono ridurre tutti alle tenebre della mente nelle quali vivono loro.
Fin qui nulla di nuovo, l’incontro-scontro con questi integralisti della morale tutta loro che vorrebbero tanto fosse anche la tua e si indispettiscono da morire se gli dici no grazie, è all’ordine del giorno.
Inedito e inaudito è che a una proposta del genere sia stato permesso di varcare le porte di un consiglio comunale e con ciò gli sia stata data la dignità di essere qualcosa su cui discutere.

Ci sarà pure un limite a ciò che una collettività può o non può decidere sulla pelle degli altri o no? Intendiamoci la mozione è stata respinta solo perché il consiglio è in parte vagamente illuminato, ma cosa sarebbe successo se lo fosse stato meno? Continua a leggere

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